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il corazon

i miei cani e quelli che verranno

la primavera

il profumo dei fiori

Cuba e la mia famiglia che ogni anno mi aspetta...

la ROMA!!!!


:::::IO ODIO:::::

l'arroganza

la violenza

il caldo afoso

le spiaggie affollate

gli USA

lo sfruttamento del lavoro

il dumping sociale

campagna di denatalizzazione Appello per la Giustizia - Per De Magistris

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:: F R E E R I D I N G ::



Rieccomi tra voi!

(scroscio di applausi)

Vi sono mancata eh? Già vi immagino, tristi e sconsolati, davanti al monitor a leggere delle mie seghe mentali..non potevo farvi questo, sarebbe stato ingrato da parte mia lasciare i milioni di bloggers che mi seguono senza I mie brillanti ed esilaranti post. E così, dopo aver appreso che la mia ironia è un’arma di difesa, e preoccupata per i possibili risvolti penali della questione che avrebbero potuto ledere irrimediabilmente la mia immacolata pedina penale (adesso che ci penso, non ho mai pensato alla legge in questi termini..voglio dire, la mia amica si struggeva di dolore perché il ragazzo non gli regalava la tanto agognata fedina,  quando invece, quasi dalla nascita, ne possedeva già una che legava indissolubilmente il suo destino a quello dello Stato..), mi sono informata ed ho preso un porto d’armi. Quindi, semmai sarò accusata di aver ucciso/ferito con le mie parole, sappiate che ora sono autorizzata a farlo con tanto di concessione governativa (e non è un caso che la legge sulla difesa personale sia cosa recente..)!

In questi giorni sono stata molto impegnata. Il lavoro, le seghe mentali, i cd nuovi dei Sigur Ros (Sara, nel dubbio io i cd li ho comprati tutti!ovviamente ho trovato anche la canzone che cercavo.., si vede che ho studiato statistica eh?!?) e un’insolita palla da tennis spuntatami improvvisamente hanno preso tutto il mio tempo.

Mi decido finalmente ad andare dal dottore.

Parlare col mio medico è un’impresa titanica che però, potrebbe avere i suoi risvolti positivi se penso che grazie a lei potrei entrare nel guinness dei primati. “2 giorni, 12 ore e 54 sec. al telefono per contattare il proprio medico. Ragazza italiana entra nel guinness dei primati” avrebbe intitolato la prima pagina di “Leggo”, quotidiano d’approfondimento gentilmente offerto in molte città italiane. Stavolta sono stata fortunata, dopo solo un’ora risponde la segretaria che mi fissa un appuntamento per l’indomani. Altro colpo di fortuna! Perché dovete sapere che se solo ci provassi avrei più probabilità di essere ricevuta da Papa Matzinga..emmmhh…Ratzinga…Ratzinger che da lei che, nonostante le code telefoniche e quelle fisiche, è una gran simpaticona e se non fosse che è un medico, farebbe quasi piacevole andarla a trovare.

Andare dal mio dottore è un po’ come andare allo stadio. Stesse dinamiche di gruppo, stelli falli e fuorigioco e un arbitro disperato, la segretaria, che tra espulsioni e ammonimenti tenta di arrivare incolume a fine giornata.

Il dottore riceve su appuntamento. Mi è stato spiegato che la scelta era dovuta per riequilibrare l’afflusso di pazienti. Ben venga, ho pensato, visto che l’utopico “elimina code” si era rivelato un fallimento di fronte ai tentativi di alcuni di mangiare il numero cartaceo per eliminare le prove del loro ingiustificato sorpasso in coda. Consapevole che quell’esercito di mutuati è impossibile da scaglionare, prendo un libro, una lattina di coca (sperando che sia quella con l’additivo psichedelico che beve Waki), una d’acqua, un panino, un mazzo di carte, una rivista fashion per l’attesa e mi avvio, sorridente e speranzosa.

Arrivo e mi trovo davanti una massa informe di gente starnutante e, causa presenza pediatra, una folla di puffi urlanti e piangenti. “Caxxo mi sono dimenticata le cuffie!!”, ho imprecato.

L’aria era pesante e si tagliava col coltello. Ognuno aveva il suo, io ho portato l’ironia ( porto d’armi docet). C’è da avere paura. Tutti guardinghi, si scrutano, studiano le tue mosse e le tue parole, pronti ad uccidere se scoprono un tentativo di sorpasso. “Lasciate ogni speranza voi che entrate” avrebbe detto Dante (probabilmente anche lui l’ha pensata andando dal dottore).

Entro e vengo immediatamente sopraffatta dalle domande. “Da chi devi andare?”, "A che ora hai l’appuntamento??”, “Devi fare anche le ricette??”, “Ce l’hai il numeretto???”. Calmi, calmi!!Uno per volta e risponderò a tutti!!! Allora, cominciamo..

Da chi devo andare??Dal dottore no???!!!Pensavi dal pediatra???Ce ne sono due. Ah, è il padre della dottoressa che però segna solo le medicine. Lo scorbutico? No, no. Allora, ho deciso, vado dalla dottoressa.

L’ora??L’appuntamento me l’hanno dato alle 10.15. Ci sono ancora quelli delle 9.25, 9.35, 9.52, 10.10 e 10.14??? Pazienza, mi sono portata i viveri.

Le ricette non devo farle, cioè, le farà il dottore poi no??? Che dici? Che se le faccio ora risparmio tempo per me e per voi che state in fila? Hai ragione, lo farò, così occupo il tempo.

Il numeretto? Non ce l’ho, ma non l’avevano eliminato?? L’hanno tenuto per le ricette. Capisco. Ma allora non posso fare le mie!!! Che dite? Che mi coprite le spalle voi? Ah, allora ok.

Mi siedo, rincuorata dai quelli che ormai sono i miei complici ma, considerando il detto “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, scelgo una postazione strategica che mi consenta di tenere sotto controllo la coda.

Non riesco a leggere, sono troppo tesa. L’immagine davanti ai miei occhi è surreale: uomini che si fingono bambini per andare dal pediatra e terminare prima l’agonia della coda, bambini che si fingono adulti per evitare i vaccini, e quella calca sulla porta poi! Avete presente quando viene tirato un calcio d’angolo e tutti i giocatori si spingono, si urlano, si picchiano nell’area di rigore? Beh, questa è la scena che si ripete dal medico quando si apre la sua porta.  In quel preciso istante tutti dimenticano la coda, le precedenze, i numeri, gli accordi. Si mischiano come un mazzo di carte per confonderti i pensieri, per farti perdere i punti di riferimento e spingerti alla resa. Giammai!

Decido allora di avvicinarmi ai miei avversari e partecipare attivamente alla vita sociale della coda.

Dal medico o si parla male dello stesso, con mio sommo stupore visto che in teoria è colui a cui hai affidato la tua salute, o del paziente appena entrato, ergo, invidiato.

“Certo che non se ne può più di questa situazione!E’ una vergogna!”

Ha ragione signora ma può sempre cambiare. Dice che ti fida solo di lei??E allora perché non tace invece di fomentare le masse??E’il suo cavallo di Troia, una tecnica per convincere gli altri ad andarsene?Lei è una stratega signora!!

“Certo che quello che è appena entrato ci sta mettendo una vita!!Sapendo che c’è tutta sta gente fuori che aspetta!!!E’ una vergogna!!”

Ma signora, ma poveruomo. Siamo dal medico, se ci mette tanto magari non è buon segno.

“Hey tu! Hai visto quello che è entrato? Ma che è romeno?? Adesso ce li ritroviamo pure dal dottore!E’ una vergogna!!”

Ma signora se ha un regolare permesso di soggiorno ha diritto all’assistenza medica. Che dice??Che è contraria proprio al permesso di soggiorno??? Si, si, ci credo che lei non è razzista, è solo che non ne può più, sono troppi. Considerando poi che si curano pure non potranno nemmeno accennare a diminuire.

Con un’ora in quarto di ritardo sulla tabella di marcia, entro finalmente io.

“Ciao Free, come andiamo??!!Che dici, lo mandiamo a casa Berluskoni quest’anno? Ce la faremo a salvarci?”

“Dottoressa, non pensi a me, pensi a fuggire lei. Io le coprirò le spalle. Non è Berluskoni il suo pericolo ma la folla inferocita qui fuori!!!”

 

 

 

 

 ps: la palla da tennis, che io credevo fosse un linfonodo, era un pelo impaurito, e quindi inkazzato, dalla lametta. Ora giace sotto una coltre di cortisone.

 

 

 

 

 



.......IO, freeriding ho partorito oggi domenica, 12 marzo 2006

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:: F R E E R I D I N G ::



Come avrete capito sono una tifosa, non di quelle sfegatate, ma pur sempre tifosa.

Domenica sono andata a vedere il derby col corazon che, per mia grande sfortuna, è tifoso della lazzie. Nonostante la fede calcistica diversa e le discussioni sulla proprietà dei figli da cui conseguirà la scelta della squadra del cuore, abbiamo deciso che in una zona franca come la tribuna, Romeo e Giulietta de Roma avrebbero potuto assistere alla partita dell'anno, il derby.

Io adoro andare allo stadio, mi piace vedere quella massa informe di gente unita dallo stesso scopo ma soprattutto mi diverto a fare degli studi sociologici sulla figura dell'ultrà. Perchè cari miei, il calcio, oltre a radunare gente di tutti gli strati sociali, consente il ritorno dell'uomo allo stadio primordiale.

Innanzitutto vorrei capire perchè le forze del disordine mi sequestrano la bottiglietta d'acqua, adducendo che io posso provocare un trauma cranico a qualcuno col lancio del pericolosissimo tappo, mentre all'interno non solo ti vendono la stessa bottiglia corredata di tappo ma anche bottiglie di birra un puro vetro 100%. Allora o le forza del disordine sono estimatrici e cultrici della birra, per cui è sacrilegio berla da una lattina, oppure vedono me come culturista ed allora temono la mia disumana forza per cui effettivamente, quel tappo, nelle mie possenti mani, potrebbe apparire peggiore di un'arma bianca. Ma veniamo al nostro tifoso tipo...

L'ultrà, che immagino passi la settimana ad aspettare con ansia l'arrivo della domenica, solitamente giunge allo stadio con un certo anticipo per preparare la coreografia per la partita. I Garrison del calcio iniziano così i preprativi del grande evento nazional popolare esibendo striscioni da far invidia all'Accademia della Crusca ma soprattutto divertendo con variegati spettacoli pirotecnici che vanno dal petardo alle molotov (che però, è bene dirlo, vengono riservate alle grandi occasioni ed utlizzate soprattutto fuori lo stadio per "illuminare" la strada del ritorno per la tifoseria avversaria).

Inizia la partita. Canti, cori, baci e abbracci.

Segna la squadra del cuore dell'ultrà e lui che fa????Esulta, penserete voi. Invece no. L'ultrà, dopo un breve momento di allegria, prende le famose bottigliette e inizia a lanciarle contro l'ultrà avversario. Dalla tribuna si assite a questa scena: i giocatori felici e soddisfatti per il gol corrono verso la curva per il doveroso omaggio ma quando arrivano vengono ignorati perchè la curva è impegnata ad allenarsi nella futura specialità olimpica, il lancio della bottiglia o del tappo, a seconda dei casi.

Riprende la partita. Canti, cori, baci e abbracci.

Segna la squadra avversaria ospite. Eccheccacchio, pensa l'ultrà, siete ospiti e come ripagate questa ospitalità???Segnando??Ospite ingrato esci da casa mia! E così, mentre i giocatori esultano sotto la propria curva e i propri tifosi iniziano il lancio della bottiglia, l'ultrà avversario, ferito nell'orgoglio di messere ospitante, sradica il seggiolino e lo lancia come un fresbee verso l'altra tifoseria. Perle di sport alternativo signori, altro che calcio!

Ma le beghe più divertenti non solo quelle tra tifoserie opposte che, diciamolo, ormai annoiano pure. Viste e riviste, sempre le stesse modalità di lotta, che due palle.

La vera chicca da stadio si verifica quando, per oscure ragioni, litigano i tifosi appartenenti alla stessa tifoseria.

La bottiglia prescelta, in questo caso, è quella ben più efficace allo scopo, ossia, quella di vetro. Con quello che costa la birra allo stadio, non ci penso proprio a buttarla, sostiene il nostro caro ultrà, per cui riciclo e la uso per scopi alternativi. Cuore d'oro di ultrà.

Se la bottiglia non è disponibile l'ultrà non si scoraggia, sfila la cinta ed inizia a brandirla come il migliore addestratore di Moira Orfei. E gli altri che fanno? Assistono impassibili al remake del "Gladiatore" de noantri? Ma nemmeno per sogno!!! Signori, è la solidarietà che unisce i tifosi di tutto il mondo! E così, con una velocità che non ha mai raggiunto nemmeno l'Uomo Ragno, li vedi arrampicarsi come gechi sulle barriere in plexiglas che dovrebbero dividere i diversi settori. Voi penserete: braccia strappate all'agricoltura. Io penso: braccia strappate alla ginnastica artistica, altro che Yuri Chechi!

Infine ci sono i bambini, anime apparentemente innocenti. Seduto accanto a me ce n'era uno, avrà avuto si e no 10 anni. Lui la partita l'ha vista in piedi. Non riusciva a restare seduto, era troppo nervoso. Impugnava nervoso una bandiera manco fosse un manganello e imprecava. Imprecava e bestemmiava. Il genitore che lo accompagnava lo guardava soddisfatto. A 10 anni tifoso da tribuna. A 15 ultrà della curva. A 20 capo degli Irrudicibili. A 30 diffidato. Così ho immaginato la fulgida carriera dell'infante romanista.

E durante la pausa, mentre i romanisti mangiavano un panino e i laziali il proprio fegato, i più facinorosi discutevano con le forze del disordine a suon di cariche e manganellate. E va beh, qualche irrequieto si trova sempre. E mentre assistevo divertita alla scena eccoti un tifosetto di 8/9 anni accompagnato dalla sorella a vedere il derby.

Sorella: c'è mamma al telefono, parlale così si tranquillizza.

Tifosetto: mamma scusami ma non posso parlarti proprio adesso, sto guardando alcuni che si menano!

Sorella:

Mamma:

Piccole canaglie crescono..

 

 

 



.......IO, freeriding ho partorito oggi martedì, 28 febbraio 2006

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:: F R E E R I D I N G ::



  • FAMIGLIA: quella dolce e tenera ragazza, colei che sarebbe dovuto essere l’angelo del focolare, si trasforma, come per magia, in un’aguzzina. Le minigonne? Messe da parte per le bambole delle future bambine. Le micro magliette? Utilizzate come panni per spolverare. Il trucco? Relegato alle grandi occasioni. La donna, come un serpente durante la muta, si spoglia della divisa fashion per indossare il capo che la accompagnerà per tutta la vita: la tuta da ginnastica, possibilmente acquistata sotto casa al banchetto dei cinesi a 2 €. L’amato abbigliamento è sostituto, ma solo in rare occasioni, da vestiario fossile risalente alla seconda età geologica ma che assolutamente non si può gettare in quanto reperto di inestimabile valore affettivo. Con il look da maratoneta d’altri tempi,  segnata nel corpo dalle gravidanze e dai lavori domestici, minacciata dalla concorrenza di più giovani e aitanti ragazzine ancora fashion (da cui il secondo postulato al primo teorema: “l’uomo è un porco”), la donna si vendica cucinando. Per la serie “se non deve essere più mio, per lo meno che si prendano la brutta copia”, la donna volutamente e repentinamente cambia l’alimentazione familiare in favore di ben più sostanziosi piatti che costringono l’uomo a rimpiangere le verdi insalatine di un tempo e a cambiare la taglia dei pantaloni. Ma attenzione, se lo stesso uomo, nel frattempo, ha generato una bambina, quell’inoffensiva e dolce creatura si trasformerà nella sua seconda persecutrice che, in nome della salute in età senile, lo obbligherà a tornare a quelle insalate ormai dimenticate. Anche sul piano del sesso, quell’insaziabile divoratrice di uomini, ormai madre (ruolo che automaticamente sostituisce quello della moglie/amante), riduce gli incontri intimi a sporadiche e fugaci occasioni, spesse precedute da terribili nevralgie e dolori premestruali. Così, tra un attacco isterico, la gastrite e le urla dei bambini, l’uomo sceglie pacificamente di trascorrere l’ora d’aria concessagli in compagnia dei suoi più cari amici. Ma a parte qualche collega con cui condividere il fantacalcio (che trae il proprio nome da fantasia, ovvero, il luogo virtuale in cui l’uomo può ancora interessarsi di calcio), all’uomo non restano amici. La donna, infatti, approfittando della confusione generata dal sesso prematrimoniale, allontana gradualmente tutti coloro che possano rappresentare un legame col passato, in primis gli amici. Via, quindi, “er chiavica”, simpatico buontempone non tollerato da lei in quanto rude nei comportamenti, “inseminator”, il suo migliore amico, odiato da lei in quanto promotore degli annuali viaggi nel caribe, Gianni detto “er modifica”, noto meccanico, indesiderato in quanto di rango socialmente inferiore, e tutta l’allegra brigata di scorribande in Curva Sud. Solo, ingrassato, maltrattato dalla moglie e in fuga dalla figlia dietista, l’uomo decide di tornare tra le braccia di mammà. Ma la sua vecchia e cara casa non è più pronta ad accoglierlo, da quel giorno infelice in cui lui, cuore di mamma, ha deciso di dire si ad un’altra donna, sua moglie. Questi affronti le mamme non li perdonano, rifiutare così l’amore eterno della donna che lo ha generato tra i dolori e le sofferenze, per andare a vivere con un’altra donna che non sa cucinare e non gli sa stirare le camice. Conteso tra le due, all’uomo non resta che la televisione, sempre che possa ancora vantare qualche diritto sul telecomando. Sul fronte dei lavori domestici ci siamo emancipate, abbiamo capito che devono essere ripartiti equamente tra moglie e marito ed è per questa ragione che teniamo giornalmente lezioni di “aiuto domestico” a cui si sottopongono “volontariamente” gli infaticabili mariti, pena embargo a tempo indeterminato. Nulla da eccepire se non fosse per un dettaglio, una piccola discriminazione: il marito con lo spazzolone nella mano, il figlio, cuore di mamma, no. Perché il povero cucciolotto di casa, dopo una notte di bagordi in discoteca, è troppo stanco ed ha bisogno di riposare perché è in crescita e deve studiare (se single e ancora in casa. Ma se sposato, la suave voce di suocera direbbe  “quella grandissima stronza di mia nuora!! che obbliga MIO figlio a fare i lavoretti come una donna!!”).
  • SALUTE: come detto già detto in precedenza, nascono più maschi poi, per strani fenomeni naturali, si assiste a una vera e propria moria che porta il numero delle donne anziane a prevalere nettamente su quello degli uomini. Statistiche ufficiali dicono che la prima causa di morte nei paesi occidentali sia l’infarto. Sarà un caso??

THE END!



.......IO, freeriding ho partorito oggi mercoledì, 01 febbraio 2006

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:: F R E E R I D I N G ::



Distrutta da 8 ore di guerriglia, incazzata per il traffico e per il bus affollato che puzza, sfiancata da un’ora di possessione diabolica a cavallo di una bicicletta, la sempre meno sorridente donna torna a casa. Ed incontra lui, il suo uomo, l’arcobaleno dopo il temporale, il suo capro espiatorio.

  • AMORE: se ancora in età prematrimoniale, la donna circuisce la propria vittima maschile con tutte le tecniche apprese dall’infanzia. Mostra interesse per la sua vita lavorativa (ce la potremo permettere la villa al mare???), per i suoi amici (devo trovare un fidanzato per la mia amica Luisa, così potremo uscire in 4!!!), per il calcio (Totti???Aaaaahhh siiii, il marito di Ilary Blasi, la letterina!!), per la sua famiglia (mmmmmhhhh..interessante quella cristalliera del ‘500…proprio carina). Lo stordisce con sensuali profumi e ardita lingerie, lo costringe ad estenuanti maratone di sesso per poi rinvigorirlo con  prelibatezze light (non mi vorrai tutta ciccia e brufoli ??) fatte con le sue amorevoli mani. Qualche volta compare una nube all’orizzonte, screzi di poco conto tipici del periodo del fidanzamento (perché non capisci che io ho detto quello che ho detto ma intendevo il contrario, cioè tu dovevi capire dagli occhi che io non volevo quello che ti ho detto di volere. E siccome tu non mi capisci, perché sei un uomo, allora non mi parlare e soprattutto non mi toccare), di durata variabile, ma dai quali la donna apprende il postulato del primo teorema: “col sesso lo rendi schiavo”. Nascono così i primi ricatti a sfondo sessuale grazie ai quali le donne ottengono favori, regali, ma soprattutto il vero strumento di sudditanza psicologica “la ragione”. Inutile discuterne, la donna ha sempre ragione è questo vero dalla notte dei tempi, da quando Eva ha convinto Adamo a mangiare la mela. Lui sapeva che non doveva farlo, sapeva dell’esistenza del primo teorema e del suo postulato, ma si è fatto fregare (da lì il detto “tira più la mela di Eva che il carro di Dio”). Ma Eva aveva ragione, perché grazie a quel morso ha potuto vincere un fantastico viaggio sulla Terra (Adamo io mi annoio, che palle ‘st’eden! Ma non hai voglia di fare nuove esperienze, conoscere gente nuova?? Ti piace solo stare davanti alla Tv a vedere le repliche delle Charlie’s Angels!!). Illuminate dal dono della ragione e naturalmente predisposte alla proliferazione, le donne intorno ai 30 anni, se non già felicemente convolate a nozze, iniziano seriamente a pensare all’unione definitiva (fino a prova contraria) con il suo uomo.


.......IO, freeriding ho partorito oggi martedì, 31 gennaio 2006

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:: F R E E R I D I N G ::



 

Le mie conoscenze statistiche mi impongono di premettere che l’unità di osservazione considerata, ai fini del presente lavoro, non è statisticamente rilevante, ergo, il campione studiato non è rappresentativo dell’universo della popolazione (brutalmente “non se po’ fa de tutta l’erba un fascio).

Le donne: queste sconosciute.

L’INFANZIA: avete mai osservato attentamente una bambina negli ultimi anni? Io l’ho fatto e l’immagine che vedo mi lascia perplessa: piccole Lolite col pancino in evidenza, pantaloni a vita bassa (qualcuno vada a spiegare agli stilisti che fino alla pubertà il punto vita è tenuto sottovuoto), micro magliette. Accendi la televisione all’ora dei cartoni animati e senti alla pubblicità “compra anche tu PincoPalla e finalmente sarai trendy anche tu!!!”. Inizia così l’educazione a tutto ciò che realmente è importante nella vita: l’apparenza…nel frattempo però ti regalano il Dolceforno, l’aspirapolvere giocattolo, e il bambolotto parlante che mentre fa pipì ti urla “mammaaaaaaaaaa, dove caxxo sei????Portami le mutande pulite!!!”…per la serie “sarai una donna fashion ma ti  dovrai occupare della prole e della casa”.

L’ADOLESCENZA: brutto periodo per tutti questo. Gli ormoni impazziti viaggiano alla velocità della luce all’interno di un corpo in trasformazione. E’ il periodo dei primi amori ma anche delle prime cocenti delusioni. E’ anche il periodo di sviluppo di quella corrente di pensiero che ci accompagnerà fino alla morte: il pessimismo cosmico riferito all’universo maschile. I maschietti, infatti, ammaliati da sogni da calciatore, vorrebbero avere a fianco per lo meno una velina ignorando che l’adolescenza non permette ancora un tale sviluppo del corpo. Nasce così il primo teorema femminile:  “gli uomini sono tutti uguali e pensano solo a quello”.

L’ETA’ ADULTA: in questa fase si assiste alla completa maturità delle facoltà mentali e fisiche della donna. In barba all’aspirapolvere giocattolo ma arricchite dagli insegnamenti fashion, ci accingiamo più o meno tutte ad entrare nel fantastico mondo del lavoro prima, e della famiglia poi…

  • LAVORO: luogo privilegiato delle prime battaglie, è nel lavoro che la donna cerca di realizzarsi come strega. Cresciuta a suon di telenovele, la donna crede che qualunque essere appartenente al suo stesso genere è un avversario da combattere ad oltranza e, se necessario, eliminare. Solitamente la vittima è più bella, meglio vestita, più intelligente ed ironica. Non vi stupite…Mendel partorì la sua teoria dell’evoluzione andando in ufficio, infatti, si prevede che nel 2030 le uniche superstiti a questa viscida e infame guerra che serpeggia in ogni ambiente lavorativo, saranno Simona Ventura, ma solo perché si andrà a rifugiare nell’ “Isola dei Famosi” vivendo così di stenti fino al giorno della sua triste dipartita e Letizia Moratti che, eliminato il più illustre fratello, si fingerà presidente dell’Inter.

E così, a fine giornata, stanca per le innumerevoli avversità incontrate e pronta per una sana e meritata oretta di relax, la donna si dirige verso uno dei tanti centri di pseudo benessere: la palestra.

  • SPORT: la palestra, che nel campione di riferimento rappresenta il luogo privilegiato dell’attività fisica, non è una scelta facilmente comprensibile. Già la scelta del look non è poca cosa: trucco vamp da cubista del sabato sera, pantaloncino inguinale con gluteo in evidenza, micro maglietta ricordo dell’infanzia. Parte così la maratona del fitness e del rimorchio in quella giungla di pesi, musica techno e muscoli sudati. Più in generale la donna rifugge da elevati sforzi fisici, affidando la cura del proprio corpo alla tecnologia (vedi dispositivo “aspira, strizza e rulla” e le scariche elettriche del Tesmed), alle pozioni medievali e a bizzarre teorie.

 



.......IO, freeriding ho partorito oggi sabato, 28 gennaio 2006

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:: F R E E R I D I N G ::



Oggi, sul tram, ascolto involontariamente una telefonata tra un tale e non so chi...

Tale: Sto tornando

Ipotedi di risposta: Cosa???

Tale: Ho detto che sto tornando!!!

IdP: Cosa?

Tale: Dicevo...sto tornando!!!!!Sò come Zebina (noto giocatore francese, giocatore della Roma prima, fortunatamente trasferitosi a Torino poi...noto più per la sua incapacità e per la movida romana che per altro..ndr)...sto tornando come Zebina!!

Tale:..Ah...non è più tornato!?!

A me sta telefonata a fatto ridere...non so a voi...va beh...lo ammetto...ci vuole poco per farmi ridere...

Buon fine settimana!



.......IO, freeriding ho partorito oggi venerdì, 20 gennaio 2006

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:: F R E E R I D I N G ::



"Libertà è partecipazione" (G. Gaber)

 

Ieri sera ho visto un documentario sull'Italia dal dopo guerra agli anni 80. Un'Italia energica e combattiva. Un'Italia che lottava.

C'era povertà, soprusi, corruzioni ma anche tanta voglia di progredire, sia a livello economico, sia, e soprattutto, a livello sociale. Non esisteva lo Statuto dei Lavoratori (il datore di lavoro, il padrone, come veniva giustamente definito all'epoca, aveva pieno diritto di sfruttare i propri lavoratori che, all'occorrenza, venivano espulsi ingiustificatamente perchè tanto non esisteva alcuna garanzia), non c'era la legge sull'aborto (e quante donne morivano), né quella sul divorzio (era considerato reato abbandonare il tetto coniugale). Agli studenti e ai lavoratori non era permesso riunirsi in assemblea. All'epoca non bastava una preghiera per raccomandarsi a Dio, né la televisione con le sue inutili stelle e false informazioni, a sotterrare il marcio, a lobotomizzare i cervelli di un paese in cui già serpeggiava il malessere. E alle ingiustizie se ne aggiunsero di nuove. Le bombe, le stragi, morti ingiuste per le quali non trovarono mai un colpevole. Ma quelle stesse bombe erano frutto della ribellione, della resistenza ad un sistema deviato ed oppressore. L'Italia combatteva i suoi stessi mali.

Poi non so cosa sia successo. Non so spiegare come gli italiani si siano lasciati sconfiggere.

Gli anni '80 ci hanno illuso con la loro ricchezza facile, quella fatta di numeri scambiati su mercati inesistenti. Mi dicono che ci facevano vivere bene, anche se a costo della corruzione.

E poi ci sono io e quelli della mia generazione. Gli sfigati. Quelli che stanno pagando i sogni infranti degli anni '70, gli inganni degli anni '80, l'arrivo di mamma Europa, le recessione.

Ma le colpe non sono dei politicanti, dei riformisti, dei cardinali. La colpa è nostra, che assistiamo silenziosi allo scempio delle nostre vite e del nostro futuro. Dello Statuto dei lavoratori ne abbiamo fatto carta straccia. Non perchè non esista più (nonostante il fine ultimo sia questo) ma perchè abbiamo permesso che inventassero forme di lavoro a cui questo è inapplicabile. Ci pieghiamo quotidianamente all'uso indiscriminato della flessibilità, mobilità, dumping, mobbing. Paradossalmente, abbiamo fatto del precariato la nostra colonna portante. I sindacati, ammaliati dalla concertazione, perdono la voce. 

La generazione del silenzio.

L'aborto è ormai un omicidio. Donne, preparatevi a cercare un avvocato.

Ci hanno negato la possibilità di avere un figlio, sentenziando che solo la divina provvidenza può decidere per noi.

Coloro che dovrebbero occuparsi delle nostre anime fanno i politici. E per loro non vale la par condicio.

La televisione, da strumento di intrattenimento si è trasformata nel mezzo più efficace di controllo delle masse. Ci forma la mente. Ci offre stili di vita, modelli da imitare, ricette da preparare, consigli da seguire, acquisti da fare. Riunisce famiglie lontane, regala denaro, offre lavoro, diventa scuola, casa, isola.

Alle bombe di ieri noi oggi rispondiamo con la coca, elisir di apparente felicità.

Alla lotta preferiamo l'apparenza. Il poco al niente.

Mi vergogno di me stessa e di quelli come me, bravi solo a stare dietro un monitor a scrivere stronzate.

 

 

 



.......IO, freeriding ho partorito oggi domenica, 18 dicembre 2005

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:: F R E E R I D I N G ::



In questi giorni sono stata accettata dall'Associazione Burqa come affiliata. Scopo dell'associazione è la lotta alle pari opportunità. E così, da femminista convinta che ero, a causa delle mie disavventure lavorative, provo sempre un pò di avversione verso le altre colleghe donne.

 

Non vorrei fare, come si suol dire, di tutta l'erba un fascio ma la collega è la specie più terribile e temibile che possa capitare allo sventurato lavoratore.

 

Difatti, quei gran sorrisi e la disponibilità/solidarietà dei primi giorni, col tempo si trasformano in qualcosa di ben peggiore. Quelle simpatiche domande sulla vita privata, che generalmente vengono interpretate come simbolo di un'interesse reale verso l'interlocutrice, non sono altro che una subdola tecnica per carpirnee i più intimi segreti da utilizzare come un'arma bianca quando necessario. Ma questa è l'ipotesi più prestigiosa e meno realistica perchè solitamente quelle "banali" chiacchierate davanti a una tazzina di caffè (stranamente offerta) diventano, in poco tempo, le basi per la soap opera della quale prima o poi si diventa l'inconsapevole protagonista.

 

Ovviamente, l'occhio della perfida collega necessariamente cade sul look che, se non viene accuratamente studiato e modificato in base alle regole implicite dell'ufficio, diventa l'ulteriore oggetto di interesse del resto della popolazione lavoratrice.  Se il look non riscontra l’approvazione del resto del branco, perché considerato eccessivamente sobrio, allora scatta l’operazione “consiglio non richiesto”, per cui tutte si trasformano in Italian designers tra ilarità varie (una volta una collega comprò un’orrenda micro magliettina nera che era un tripudio di pizzi sangallo che regalava, alla legittima proprietaria, un’immagine da porno cameriera. Chiede un mio parere e io, per non offendere il suo rinomato “buon gusto” le dico che era bellissima, ma a quel punto l’avevo incoraggiata e così mi dice “allora domani ti trascino a comprarne una uguale, così ti rinnovi!!”, io, imbarazzatissima, ringrazio ma declino l’invito adducendo il rischio di sembrare gemelle, ma lei, ormai infervorata, controbatte con un “ma nooooooo, non importa, io lo faccio per te!!!”…a quel punto l’unica soluzione che mi è sembrata meritevole di considerazione è stata sottorrare la mia dignità con un falso “non potrei mai, anche perché non mi donerebbe.Tu sei alta, magra, slanciata, invece io…(e riduco il tono della voce in modo da apparire triste), lei ”Beh..in effetti!”).

 

Se, invece, il look è curato, ricercato e vagamente di marca allora scatta l’invidia planetaria del popolo femminile, a cui verrà successivamente associata la soap opera (possibilmente con un collega o meglio ancora se col capo) ed indagini accurate sulle effettive possibilità economiche e finanziarie della invidiata collega (in confronto l’agenzia delle entrate è un parco giochi).

 

Al rischio look si associa, eventualmente, una marcata gelosia se il capo degna di particolare attenzione solo una o poche donne del vivaio. Questo atteggiamento, che a volte cela un’avance più o meno esplicita a sfondo sessuale (che giustifica, quindi, la successiva soap opera), spesso è dovuto alla mancanza di uomini con cui parlare e alla carenza di argomentazioni delle collaboratrici, per cui, individuata quella che sa andare oltre l’annoso problema delle grinze sulle camicie appena stirate, o il dilemma su cosa preparare per cena, è normale che il capo si rivolga solo a colei che lo supporta nei discorsi su calcio e politica (e quella colei ero io).  Se si verifica tutto ciò io consiglio vivamente di preparare una bella scatola in cui mettere i suppellettili vari che nel tempo avete accumulato sulla vostra scrivania e fuggire il più lontano possibile perché il linciaggio non è più una possibilità ma una triste certezza!

 

Vogliamo ancora parlare di pari opportunità?

 

 



.......IO, freeriding ho partorito oggi mercoledì, 30 novembre 2005

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:: F R E E R I D I N G ::



 

La tavoletta…questa ignota e misteriosa nemica…

 

 

Cari lettori e lettrici, la vostra amata Freerider, finchè si troverà a sguatterare nella casa del corazon, non può non parlare dell’agonia che si cela negli occhi della casalinga.

Come anticipatovi giorni fa, oggi parleremo della fantomatica tavoletta, quell’oggetto indiscreto che si dovrebbe frapporre tra il vostro (mio..) lui e il water.

Sebbene sia considerata un optional lei esiste ed esige un certo addestramento all’uso che varia secondo il sesso del suo utilizzatore.

Caro lettore, se appartieni alla categoria dotata di un muscolo aggiuntivo nelle zone basse, ti dovrebbero aver insegnato un certo tipo di ginnastica che ora, per chi ancora ignora, spiegherò.

Cominciamo…

Primo passo: prima di dirigersi in bagno, si vada a prendere un paio di occhiali. Il suggerimento potrà sembrare inutile ma, errore, ha il suo perché che vi verrà rivelato successivamente.

Secondo passo: ci si diriga in bagno, per tempo, di modo che la fretta non renda vani i miei consigli.

Terzo passo: posizionarsi davanti il water ad una distanza di almeno 10 cm (se la distanza si riduce e se voi non siete degli attenti e sicuri “tiratori” il rischio di annaffiare completamente il water è elevato; nel caso opposto – distanza superiore ai 10 cm – si potrebbe causare l’inondazione dell’intero bagno).

Quarto passo: mettere gli occhiali. L’optional qui contemplato è condizione necessaria e sufficiente affinché il vostro Lui non possa accampare scuse del tipo “cara, non ho visto bene”, “cara, mi era sembrato di centrare!” etc. Insomma..prevenire è meglio che curare (in tal caso, le ferite di lui dopo che voi gli avrete tirato qualunque oggetto contundente presente nel vostro bagno)

Quinto passo: piegarsi leggermente sulle gambe, schiena rivolta in avanti, braccio teso verso il water.

Sesto passo: afferrare con decisione la tavoletta e spingerla con forza in alto. NB: in nessun caso riporla nella posizione precedente!!!!

Settimo passo: centrare

Ottavo passo: inutile spiegarlo

Nono passo: tirare l’acqua.

Per alcuni, il nono passo è ignoto quanto il sesto. Vi suggerisco allora di aggiungere un po’ di ammoniaca, candeggina, anticalcare (insomma, un detersivo altamente tossico qualunque) affinché “l’acqua santa” del vostro lui, a contatto con sopra citato detersivo, sprigioni una nube tossica che lo induca a tirare lo sciacquone. NB: non esagerare con le quantità!!!In questo caso, infatti, il rischio di diventare improvvisamente single (o vedove, a seconda dei casi) è direttamente correlato alla nocività della nube tossica da voi generata.

Se il manuale non è stato attentamente studiato e se la nube tossica non è stata in grado di ammaestrare il vostro lui allora scatta il secondo piano.

Il secondo piano è adottabile solo se gli altri metodi si sono rivelati un completo fallimento e consiste nell’insegnargli ad essere una donna. Calme, calme…nessuno vuole che l’unico strumento di piacere (più o meno gratuito) a vostra disposizione perda di efficacia!! In questo caso, l’insegnamento è volto alla dimostrazione pratica di quanto sia più bello e riposante sedersi per i propri bisogni!! Cominciate a decantare le doti della tavoletta, parlate del suo comfort (nonostante l’apparente rigidità), raccontate aneddoti del tipo “sai caro, ieri ero veramente stanca…al punto di non voler nemmeno andare a far pipì…allora sai che ho fatto? Ho preso un giornale, una bibita e me ne sono andata in bagno…e lì, comodamente seduta sulla tavoletta, ho letto che…”. Ovviamente non dovrete MAI dirgli di far pipì seduto, sentirebbe minacciata la sua dignità di uomo. Invece, con conversazioni convincenti (come quella sopra citata) stimolerete la sua curiosità e sono sicura che, nell’intimità del proprio bagno, lui vorrà provare e si siederà! 

 

 

A giorni torna la suocera, quindi, terminerà il mio contratto a tempo determinato da colf/amante/cuoca e, tristemente per voi, lo spazio consigli.

Che altro dire?…prima di accettare una proposta di convivenza…MEDITATE GENTE, MEDITATE!!



.......IO, freeriding ho partorito oggi sabato, 20 agosto 2005

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:: F R E E R I D I N G ::



Vita da casalingua..ops...casalinga!

Scrivo da casa, in un momento di pausa tra un piatto da lavare e vestiti da stendere....alla faccia delle evoluzioni erotiche che mi ero ripromessa!!!

Cari amici, la vostra Freerider è alle prese con le tristi faccende domestiche!!!

Credevo di essere una donna emancipata, credevo che i lavori domestici spettassero equamente a donne e uomini invece....invece sono così servile!!!

La mattina sveglia alle ore 7.30 per preparare la colazione a lui.

Poi lava di qua, sistema di là...

Arriva la sera, prepara la cena..lui, colto da pietà e senso del dovere chiede "li lavo io i piatti", io, incastrata nella cultura della "donna tutto fare", "ma noooooo...li lavo io!".

Ecco come si riduce una donna a 30 anni.

 A parte che non capisco perchè le case non siano dotate obbligatoriamente (e per legge) di una lavastoviglie, a parte che non capisco perchè l'uomo ancora si ostini a non alzare la tavoletta (dai...non è difficile, chiudi gli occhi, fai un bel respiro e...tac...vedi com'è facile???!!!Dai riprova...come non ci riesci!!!Dai che è facile...ci vuole solo tanta buona volontà...no???e se provassi con una randellata sul regale ugello???Visto???Ci sei riuscito!), a parte che la doccia non funziona bene,  a parte che esce solo un getto che ti buca la testa, sorvolando sul fatto che manca la tenda (ti fa schifo perchè poi ti si attacca come un geco sulla pelle???capisco....e se ti ci facessi affogare in quel lago che lasci????Bravo...vedi che con un misero tappetino e la solita buona volontà riusciamo ad arginare la diga che crei!!!??)...a parte tutto...la convivenza, per ora (2 giorni) non è il massimo.

Ma perchè ho deciso di andare lì????Eppure una casa l'avevo...

Aaaaaaaaaahhhhhhhh...si!!!!Dovevo diventare la dea del sesso??? Coooooooooosa????altra ginnastica dopo i lavori forzati domestici???No, oggi no. Oggi sono troppo stanca e MI FA MALE LA TESTA.

Ora, se due giorni mi hanno ridotta uno straccio...noooooo...mi perseguitano....se due giorni mi hanno ridotta...così, io il matrimonio lo odio, lo schifo e lo ripudio!

Quindi, se tra di voi c'è un figlio di Berlusconi (hey, piersilvio...lo so che mi leggi, che ne dici di un appuntamento???Come???Ho messo Berlusconi vattene sul blog???Dove?Io non lo vedo! Aaaaaaahhhhhh, intendi quello.....no dai, non ti arrabbiare, è un SANTINO!!! C'è scritto Berlusconi vattene? E' che lo spazio era troppo ridotto e non entrava la frase "Berlusconi vattene da questo mondo infame che non ti merita!"...facciamo domani alle 5????), un figlio qualunque della dinastia Agnelli (nessuno disponibile???senti Lapo, se la metti così, sai che faccio? Vendo la Panda e mi compro una Mazda!Si, hai sentito bene, una mazda...preferisci le attrici?Pfiu..dovresti vedere me davanti al capo...da premio oscar!!)...ho capito, basta figli di personaggi illustri....un calciatore???

Quindi, se tra di voi c'è un calciatore (possibilmente targato Roma...tu no Totti!!!Sei sposato con figlio in arrivo...magari in un'altra vita!!Dai!!!Non ci rimanere male...facciamo così, quando il pupo...no tu, quello in arrivo!!Uff..non interrompermi...quando il pupo avrà 18 anni fammi uno squillo...) io sono disponibile per qualunque offerta! Che avete detto??Non ho il fisico da velina??? Ma vogliamo scherzare??? Ma non mi hai vista sdraiata sulla spiaggia???Ma non hai visto che non avevo un filo di pancia????...era sotterrata nella sabbia???? Azz...va beh....ma ora perchè lo sai, altrimenti...

Ho capito, mi tengo il corazon...

 



.......IO, freeriding ho partorito oggi mercoledì, 10 agosto 2005

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