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:::::IO SONO::::: |
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:::::IO AMO::::: |
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me stessa il corazon i miei cani e quelli che verranno la primavera il profumo dei fiori Cuba e la mia famiglia che ogni anno mi aspetta... la ROMA!!!! |
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l'arroganza la violenza il caldo afoso le spiaggie affollate gli USA lo sfruttamento del lavoro il dumping sociale |
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"Late night in Zion", Matisyahu
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::::: LA MIA SURREALE VITA ::::: |
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:: F R E E R I D I N G ::
Buona domenica a tutti. L'imperdonabile assenza è stata dovuta al solito motivo, il lavoro. Ma stavolta c'è una new entry: la variabile "rapporti coi colleghi". Colta di sorpresa dall'improvviso tsunami di rabbia, ho subito anche l'ennesimo crollo degli ideali. In barba ai suggerimenti marxisti di amore e fratellanza tra i lavoratori e lotta al padrone, fonte di sfruttamento e alienazione, ho tristemente capito che quel padrone è il collega. La cooperazione? Questa sconosciuta. Mentre vi scrivo mi viene in mente la parodia che fanno a Zelig del programma "Uomini e donne". E vedo lei, la mia collega Claudiana che, seduta su un trono di pratiche, sceglie i colleghi più meritevoli tra una massa di lavoratori di ogni categoria. Esclusi per ovvie differenze sociali quelli di categoria A e B, nonchè i laureati che se la tirano tanto e non sanno fare niente. Miei cari, vecchia come sono, mi ritrovo solo ora a capire che tutto il mondo è paese. Che non era stata la sfiga a mettermi davanti, al primo lavoro, una strega. Che forse il precariato, nonostante sia problematico per definizione, unisce le persone e le rende solidali. Ma ora non sono più una precaria e quella specie di povero paradiso lo devo dimenticare. Il luogo di lavoro è una trincea ed io, come cantava Baglioni, io non c'ho mai capito niente. Non capisco ma mi adeguo diceva Renzo Arbore. Siore e siori, che si dia inizio alla guerra dei poveri! |
| ::::: IL TEMPO CHE PASSA ::::: |
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