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:: F R E E R I D I N G ::



Prendo spunto dal post del Dito per parlarvi di un giorno felice della nostra vita: la prima comunione.
In questo periodo le piazze sono invase da ragazzini in bianco e la folla di elegantissimi genitori e parenti vari.
Come tanti, anch’io ho avuto il mio bel da fare con il sacramento della comunione.
Capita poi una sera, particolarmente riflessiva, in cui,conversando coi tuoi amici, ti inizi a chiedere il significato di questo importante giorno per la vita cristiana e ti rendi conto che, quello che non avevi appreso allora, sembra essere ancora più incomprensibile.
Tutto è cambiato signori. Ma a pensarci bene, forse non proprio tutto. C’è un elemento fondamentale che accomuna i giovani d’oggi con quelli di ieri: i regali.
La prima comunione ti rende il bambino più felice del mondo perché si ricevono montagne di regali. Certo, per averli hai dovuto sopportare due anni di polpettone religioso, hai dovuto imparare tante preghiere, ti hanno costretto a vestire da monachella e da fraticello e a raccontare i fatti tuoi al prete ma, tutto sommato, ne è valsa la pena, considerando anche le tre assenze giustificate da scuola per il raccoglimento e la riflessione pre sacramento.
Arriva il grande giorno.
Dopo la breve sfilata per le vie del paesello, con padre preso in affitto tra il pubblico (il mio era andato a parcheggiare la macchina) e la cerimonia, tutti a mangiare!!! In casa Free eravamo pochi. La mia famiglia e quella dei miei zii.
Siamo andati in un ristorante al mare, a mangiare il pesce fresco. Che fresco non era dato che, con un netto ritardo rispetto all’evento, giunse voce dell’arrivo della nube radioattiva di Chernobyl e così quasi digiunammo.
Oggi, tranne in rari e fortunati casi, non si festeggia più in casa o al ristorante. Oggi si affittano ville e casali, come a un matrimonio. Ovviamente, non si invita solo il parentado stretto ma si prende l’elenco del telefono e si chiamano tutti coloro i quali vantano lo stesso cognome, oltre a folle di presunti amici di famiglia.
Se poi quella villa o quel casale sono particolarmente rinomati, quella che dovrebbe essere una festa si trasforma in un girone dell’inferno. Camerieri impazziti alla ricerca del gruppo di propria competenza, decine e decine di bambini che sfrecciano tra vassoi di paste e chele di granchio e centinaia di invitati appesantiti da quintali di cibo.
Ma veniamo ai regali.
Non so le altre ma io ho ricevuto tutto ciò che, in teoria, avrei dovuto apprezzare all’incirca a questa età, e cioè, lenzuola, tovaglie, coperte. Tutte le donne della mia famiglia infatti non si sono curate tanto della bambina che avevano davanti, ma hanno preferito pensare alla donna di domani. E se per caso si rendevano conto dei miei sguardi stupiti ma decisamente poco raggianti di felicità, si giustificavano dicendo, con assoluta fierezza “Questo è per il corredo! Guarda che tessuti!Che trame! E che colori!Ah! Chissà che faccia farà il tuo futuro marito!!!”.
Per non parlare dei gioielli, prontamente sequestrati e indossati dalla regina madre.
I bambini d’oggi invece non ricevono in regalo strane forme di investimento per il futuro. No, loro ricevano i regali. Orologi, programmi per il pc ma soprattutto, CELLULARI!! Dovete sapere infatti che al giorno d’oggi un bambino di 10 anni ha il sacrosanto diritto di essere all’avanguardia come un adulto. Di poter comunicare in ogni istante con la proprio mammina e col compagno di banco. E così, invece di correre, giocare, cadere e rompere il vestito buono, con conseguente sonoro ceffone della mammà, il bambino moderno si scambia le suonerie e i giochi per il telefonino. Per ore.
E chissà se come me si ricorderanno delle radiazioni di quel giorno.
 


.......IO, freeriding ho partorito oggi giovedì, 17 maggio 2007

<commenti (27)

 

:: F R E E R I D I N G ::



Negli ultimi tempi, a parte i soliti drammi medici, la vostra Free è alle prese con la casa in costruzione che la accoglierà, insieme al corazon, per il resto della sua vita.
Il nido d'amore è stato gentilmente offerto dalla ditta "Genitori & Co.". Voi penserete "che fortuna", io dico "manco per niente!". Perchè miei cari, tutto ha un prezzo nella vita...e quella casa che all'apparenza sembrava un regalo, altro non è che l'ennesimo ricatto morale per tenermi inchiodata alle regole di casa. E così, dopo un apparente menefreghismo dei miei condito da un ipocrita "la casa è tua, fai come vuoi", alla prima decisione opposta, come per magia, è apparsa sul tetto di quella che sarebbe dovuta essere la mia futura casa una bandiera con lo stemma del casato che ricitava un inquitante "questa è casa mia e qui comando io".
A nulla sono servite le mie urla, i miei pianti, i miei musi...fin quando un giorno, sfinita dai miei metodi poco ortodossi di convincimento, sono entrata in casa con il giornalino degli affitti, convinta com'ero ad andare a vivere dignitosamente pagando. Ma ecco il miracolo!!! I miei genitori, fiutato il pericolo di vedere la loro unica figliola lontana dalle loro protettive ali, dicono che no, non avevano capito bene, loro volevano proprio quello che dicevo io. Ad ogni modo, per evitare l'ennesimo "equivoco" decidiamo, di comune accordo ma su supplica della Regina madre, di chiamare un architetto...o meglio, gli architetti…
Se ne presentano due. Donne. Ed essendo donne, dopo un po’ iniziano a rompere gli zibidei.
E così fu.
La più piccola, in senso fisico, mangia pane e cicuta. Bassina, magra magra, sembra quasi una bambina con le rughe.
Errore!
 Cappuccetto rosso un giorno si è tolta la maschera e…sorpresa! Il lupo!
L’altra, la donna più alta del mondo, all’apparenza rigida e rigorosa, si è rivelata la versione femminile dell’orso Yoghi.
Un connubio terribile.
Il capo ovviamente è la piccolina che con quel sorriso e quegli occhietti vispi ti invita a seguire i suoi autorevoli consigli.
Free: Scusi che me dice se chiudessimo quel soffitto così alto?
Herr architekt: Ah no!!! Mi dispiace ma se la vostra decisione è quella io me ne vado!
 
Ma succede anche che…
 
Free: Senta mastro, ma non chiudiamo quella parete?
Mastro: No no! Me lo deve dire l’architetto…
Free: Ma la voglio chiusa.
Mastro: Io aspetto l’architetto.
 
Ultimamente col corazon avremmo pensato di cambiare qualcosa della cucina.
Non abbiamo il coraggio di dirglielo. Per ora stiamo pensando se sia più opportuno affrontarle personalmente o telefonicamente. A chiunque dei due toccherà l’arduo compito, un grande e affettuoso in bocca al lupo.
 
Oggi mi domando, forse col senno del poi, se tutto sommato non fosse migliore mio papà che, per lo meno, parlava gratis.
 


.......IO, freeriding ho partorito oggi martedì, 08 maggio 2007

<commenti (18)


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