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me stessa il corazon i miei cani e quelli che verranno la primavera il profumo dei fiori Cuba e la mia famiglia che ogni anno mi aspetta... la ROMA!!!! |
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Questo blog purtroppo non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 |
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::::: LA MIA SURREALE VITA ::::: |
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:: F R E E R I D I N G ::
Sono sommersa dal lavoro. Mi destreggio tra tabelle excel e file word tanto che la sera non riesco nemmeno più a distinguerle!Per cui, non avendo il tempo materiale di scrivere, vi copio questo articolo de La Repubblica: Scuola, le "imprese" corrono sul web "Durante ogni comunicazione via radio del preside, lo studente Mario D. cade per terra e si raggomitola in posizione fetale gridando 'Oh no ancora quelle voci!!'". Frequenti gli sdoppiamenti di personalità "L'alunno X durante l'intervallo intrattiene dalla finestra dell'aula gli alunni dell'istituto imitando Benito Mussolini, munito di fez e camicia nera, presentando una dichiarazione di guerra all'istituto che sta dall'altra parte della strada", fino ai casi più gravi di delirio mistico "L'alunno L. M. durante la lezione di inglese fa una pila di libri sopra la sedia dopo di che ci si siede e
:: F R E E R I D I N G ::
Dopo la bruttissima esperienza vissuta qualche tempo fa con mio papà che credevamo gravemente ammalato, ecco abbatersi nuovamente la sfiga su questo poveruomo! Nonostante sia riuscito a superare brillantemente una difficile operazione, si trova nuovamente a combattere contro un terribile male che non lascia scampo e che, visto come ha ridotto il mio povero e sofferente genitore, è una delle principali cause di morte nei paesi occidentali: la carie. Lo vedo rientrare dal lavoro col volto scuro, leggo nei suoi occhi la sofferenza e nelle sue movenze il dolore fisico. La sua alimentazione, dal giorno in cui sono affiorati i lancinanti dolori, è radicalmente cambiata. Ora mangia solo cibi liquidi e tozzi di pane rigorosamente imbevuti d'acqua. Proprio l'altro giorno ho dovuto strappargli dalle mani un piatto d'insalata che rischiava di scheggiargli altri denti!
E così, terribilmente afflitta dal vedere il mio papà tormentato da lancinanti dolori e stressata all'inverosimile da mia madre che ora capisco perchè non ha scelto di fare l'infermiera, decido di partire verso luoghi lontani e bucolici: la maremma toscana, o meglio, le Terme di Saturnia.
Dovete sapere che in quel di Saturnia si trovano delle bellissime piscine naturali d'acqua calda in cui ci si può bagnare tutto l'anno. Il paesaggio che ci si trova davanti è spettacolare: azzurre cascate in mezzo a verdi valli e vapore che ti avvolge e ti nasconde da occhi indiscreti. C'ero già stata una volta ma di notte per cui non ricordavo praticamente nulla ma mi sono sempre chiesta perchè i giovani amassero andarci di notte e non di giorno. Adesso l'ho capito. Di mattina, infatti, ti rendi conto che oltre all'acqua, ti puoi immergere nelle immondizie che avventori incivili (e pure avventrici..a buon intenditor..) lasciano ai bordi delle pozze. E così, tra una canna di bambù che, spinta dalla forza dall’acqua, ti si conficca in una spalla lasciandoti semi invalida, residui solidi urbani vari da schivare e bambini che pretendono di nuotare in stile dorso anche in una pozza di 30 cmq, io e il mio amato corazon abbiamo deciso di battere la ritirata.
L’indomani siamo andati alle piscine private, quelle in cui una volta varcato l’ingresso, devi pagare un fiorino anche solo per sentire la temperatura dell’acqua.
Il posto è una sorta di parco giochi del benessere. Piscine per tutti i gusti: per bambini, per anziani, con l’idromassaggio, con la cascata naturale, col percorso militare “acqua gelida, acqua bollente” (dicono che serva a riattivare la circolazione…sarà, secondo me i capillari primi ti si congelano e poi svampano sotto le alte temperature. A meno che non si riferiscano alla circolazione umana…ed ora mi spiego perché vedevo correre la gente dentro la piscina..)..
Temperatura dell’acqua: 40°
Temperatura esterna: 1°
Ovviamente le piscine sono all’aperto. Ovviamente, una volto entrato, decidi di uscire solo al primo accenno di mani e piedi palmati.
Ritorno a casa.
Free: Mamma!!!Che bella Saturnia!!E che bello fare il bagno nell’acqua bollente e poi uscire e sentire il gelo dell’aria!
…Etciù! Etciù!
Free: Babbaaaaaaaa!!!De l’ho detto guando è bello fare il bagno nell’agua bollente e boi uscire e sendire il gelo dell’aria??
:: F R E E R I D I N G ::
UN APPLAUSO A NEBULA PER IL MIO NUOVO E BELLISSIMO TEMPLATE! GRAZIE!!!
:: F R E E R I D I N G ::
Dopo essere sopravvissuta all'appuntamento del medico mi decido, finalmente, a fare una radiografia alla colonna vertebrale che ormai di colonna aveva veramente ben poco visto che più passa il tempo, più mi trasformo nel tappetino del maus. Centro privato convenzionato con la ASL = altro girone dell'inferno dei mutuati. Inutile raccontare l'ennesima coda perchè tanto le interazioni a-sociali son sempre quelle tranne per il fatto che, essendo il centro privato, le discussioni avvenivano tra antiche mura romane e pitture medievali originali. Dopo appena un'ora è il mio turno. Medico: tolga orecchini, bracciali, reggiseno.. Free: Dottore come faccio a togliere i piercing!!!Posso tenerli???? Medico: Va beh, ma giusto perchè sono sulle orecchie. Free, ricordando il piercing all'ombelico : Dottore!!!Ne ho anche uno sull'ombelico!!Che faccio?? Medico: No no!Quello assolutamente lo devi togliere altrimenti si vedrebbe solo una palla da tennis nera!!! Free: Un'altra???Ohmiodio nooooooo. Ok lo tolgo. Ma il suddetto piercing, non avendolo mai tolto, non ci pensava proprio di svitarsi. Prova e riprova, ma niente da fare. Dottore: Si faccia aiutare!!NOn è venuto nessuno con lei?? Free, sudatissima per lo sforzo chiama la regina madre Regina madre, rossa per la vergogna e sudata per lo sforzo: Non viene via!!!Mannaggia a te e a tutta la ferraglia che porti!! Non ci riesco!! Medico: Signorina posso provarci io??? Free, con la pancia al vento: Ma prego dottore, si accomodi pure.. Medico, anch'esso sudato e rossiccio per la fatica e per la vergogna: Ma non si toglie!!! Ma che te lo sei incollato addosso!!?? Regina madre, illuminata da idea geniale: Dottore tagliamolo!! Medico: Con che cosa signora???Con un taglia unghie???? Dopo mezzora di inutili tentativi sento cedere finalmente la vite... Forse per vendetta il radiologo m'avrà fatto una decina di radiografie. Ho paura. Ho paura che lo vengano a sapere i servizi segreti americani. Perchè miei cari amici, oggi posso affermare di avere più uranio dell'Iran. Ed ora vado a sollazzare le mie stanche membra alle terme di saturnia. Ah, se leggete di una improvvisa moria di animali nella maremma toscana non pensate a me!!
:: F R E E R I D I N G ::
Rieccomi tra voi! (scroscio di applausi) Vi sono mancata eh? Già vi immagino, tristi e sconsolati, davanti al monitor a leggere delle mie seghe mentali..non potevo farvi questo, sarebbe stato ingrato da parte mia lasciare i milioni di bloggers che mi seguono senza I mie brillanti ed esilaranti post. E così, dopo aver appreso che la mia ironia è un’arma di difesa, e preoccupata per i possibili risvolti penali della questione che avrebbero potuto ledere irrimediabilmente la mia immacolata pedina penale (adesso che ci penso, non ho mai pensato alla legge in questi termini..voglio dire, la mia amica si struggeva di dolore perché il ragazzo non gli regalava la tanto agognata fedina, quando invece, quasi dalla nascita, ne possedeva già una che legava indissolubilmente il suo destino a quello dello Stato..), mi sono informata ed ho preso un porto d’armi. Quindi, semmai sarò accusata di aver ucciso/ferito con le mie parole, sappiate che ora sono autorizzata a farlo con tanto di concessione governativa (e non è un caso che la legge sulla difesa personale sia cosa recente..)! In questi giorni sono stata molto impegnata. Il lavoro, le seghe mentali, i cd nuovi dei Sigur Ros (Sara, nel dubbio io i cd li ho comprati tutti!ovviamente ho trovato anche la canzone che cercavo.., si vede che ho studiato statistica eh?!?) e un’insolita palla da tennis spuntatami improvvisamente hanno preso tutto il mio tempo. Mi decido finalmente ad andare dal dottore. Parlare col mio medico è un’impresa titanica che però, potrebbe avere i suoi risvolti positivi se penso che grazie a lei potrei entrare nel guinness dei primati. “2 giorni, 12 ore e 54 sec. al telefono per contattare il proprio medico. Ragazza italiana entra nel guinness dei primati” avrebbe intitolato la prima pagina di “Leggo”, quotidiano d’approfondimento gentilmente offerto in molte città italiane. Stavolta sono stata fortunata, dopo solo un’ora risponde la segretaria che mi fissa un appuntamento per l’indomani. Altro colpo di fortuna! Perché dovete sapere che se solo ci provassi avrei più probabilità di essere ricevuta da Papa Matzinga..emmmhh…Ratzinga…Ratzinger che da lei che, nonostante le code telefoniche e quelle fisiche, è una gran simpaticona e se non fosse che è un medico, farebbe quasi piacevole andarla a trovare. Andare dal mio dottore è un po’ come andare allo stadio. Stesse dinamiche di gruppo, stelli falli e fuorigioco e un arbitro disperato, la segretaria, che tra espulsioni e ammonimenti tenta di arrivare incolume a fine giornata. Il dottore riceve su appuntamento. Mi è stato spiegato che la scelta era dovuta per riequilibrare l’afflusso di pazienti. Ben venga, ho pensato, visto che l’utopico “elimina code” si era rivelato un fallimento di fronte ai tentativi di alcuni di mangiare il numero cartaceo per eliminare le prove del loro ingiustificato sorpasso in coda. Consapevole che quell’esercito di mutuati è impossibile da scaglionare, prendo un libro, una lattina di coca (sperando che sia quella con l’additivo psichedelico che beve Waki), una d’acqua, un panino, un mazzo di carte, una rivista fashion per l’attesa e mi avvio, sorridente e speranzosa. Arrivo e mi trovo davanti una massa informe di gente starnutante e, causa presenza pediatra, una folla di puffi urlanti e piangenti. “Caxxo mi sono dimenticata le cuffie!!”, ho imprecato. L’aria era pesante e si tagliava col coltello. Ognuno aveva il suo, io ho portato l’ironia ( porto d’armi docet). C’è da avere paura. Tutti guardinghi, si scrutano, studiano le tue mosse e le tue parole, pronti ad uccidere se scoprono un tentativo di sorpasso. “Lasciate ogni speranza voi che entrate” avrebbe detto Dante (probabilmente anche lui l’ha pensata andando dal dottore). Entro e vengo immediatamente sopraffatta dalle domande. “Da chi devi andare?”, "A che ora hai l’appuntamento??”, “Devi fare anche le ricette??”, “Ce l’hai il numeretto???”. Calmi, calmi!!Uno per volta e risponderò a tutti!!! Allora, cominciamo.. Da chi devo andare??Dal dottore no???!!!Pensavi dal pediatra???Ce ne sono due. Ah, è il padre della dottoressa che però segna solo le medicine. Lo scorbutico? No, no. Allora, ho deciso, vado dalla dottoressa. L’ora??L’appuntamento me l’hanno dato alle 10.15. Ci sono ancora quelli delle 9.25, 9.35, 9.52, 10.10 e 10.14??? Pazienza, mi sono portata i viveri. Le ricette non devo farle, cioè, le farà il dottore poi no??? Che dici? Che se le faccio ora risparmio tempo per me e per voi che state in fila? Hai ragione, lo farò, così occupo il tempo. Il numeretto? Non ce l’ho, ma non l’avevano eliminato?? L’hanno tenuto per le ricette. Capisco. Ma allora non posso fare le mie!!! Che dite? Che mi coprite le spalle voi? Ah, allora ok. Mi siedo, rincuorata dai quelli che ormai sono i miei complici ma, considerando il detto “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, scelgo una postazione strategica che mi consenta di tenere sotto controllo la coda. Non riesco a leggere, sono troppo tesa. L’immagine davanti ai miei occhi è surreale: uomini che si fingono bambini per andare dal pediatra e terminare prima l’agonia della coda, bambini che si fingono adulti per evitare i vaccini, e quella calca sulla porta poi! Avete presente quando viene tirato un calcio d’angolo e tutti i giocatori si spingono, si urlano, si picchiano nell’area di rigore? Beh, questa è la scena che si ripete dal medico quando si apre la sua porta. In quel preciso istante tutti dimenticano la coda, le precedenze, i numeri, gli accordi. Si mischiano come un mazzo di carte per confonderti i pensieri, per farti perdere i punti di riferimento e spingerti alla resa. Giammai! Decido allora di avvicinarmi ai miei avversari e partecipare attivamente alla vita sociale della coda. Dal medico o si parla male dello stesso, con mio sommo stupore visto che in teoria è colui a cui hai affidato la tua salute, o del paziente appena entrato, ergo, invidiato. “Certo che non se ne può più di questa situazione!E’ una vergogna!” Ha ragione signora ma può sempre cambiare. Dice che ti fida solo di lei??E allora perché non tace invece di fomentare le masse??E’il suo cavallo di Troia, una tecnica per convincere gli altri ad andarsene?Lei è una stratega signora!! “Certo che quello che è appena entrato ci sta mettendo una vita!!Sapendo che c’è tutta sta gente fuori che aspetta!!!E’ una vergogna!!” Ma signora, ma poveruomo. Siamo dal medico, se ci mette tanto magari non è buon segno. “Hey tu! Hai visto quello che è entrato? Ma che è romeno?? Adesso ce li ritroviamo pure dal dottore!E’ una vergogna!!” Ma signora se ha un regolare permesso di soggiorno ha diritto all’assistenza medica. Che dice??Che è contraria proprio al permesso di soggiorno??? Si, si, ci credo che lei non è razzista, è solo che non ne può più, sono troppi. Considerando poi che si curano pure non potranno nemmeno accennare a diminuire. Con un’ora in quarto di ritardo sulla tabella di marcia, entro finalmente io. “Ciao Free, come andiamo??!!Che dici, lo mandiamo a casa Berluskoni quest’anno? Ce la faremo a salvarci?” “Dottoressa, non pensi a me, pensi a fuggire lei. Io le coprirò le spalle. Non è Berluskoni il suo pericolo ma la folla inferocita qui fuori!!!” ps: la palla da tennis, che io credevo fosse un linfonodo, era un pelo impaurito, e quindi inkazzato, dalla lametta. Ora giace sotto una coltre di cortisone.
:: F R E E R I D I N G ::
Non è un periodo sereno questo. Dovrei esserci abituata, mi dico. La malinconia è comune, a volte c'è, altre no. Dovrebbe essere così per tutti.
Mi manco, mi manco da morire. Se qualcuno mi avesse detto, tempo fa, che avrei scritto parole d’amore per me sarei scoppiata in una fragorosa risata. Invece mi ritrovo a soffrire per una persona che è sempre stata con me, fin dalla nascita. Mi cercava, anche se io la odiavo dal profondo del cuore, e per disperazione ha deciso di manifestarsi nel peggiore dei modi, con un sintomo devastante. Invece adesso, paradossalmente, sono io a volere lei. Il non trovarla mi sembra quasi il giusto prezzo da pagare per questo interminabile processo, alla ricerca di una prova che potesse giustificare la condanna, già emessa, all’inettitudine e al dolore.
Ne ho fatti di progressi. Guardarmi allo specchio e non vedere più una sconosciuta credo sia il più grande.
Eppure, quel vuoto ancora ce l’ho dentro. Sono cosciente che lo posso riempire solo di me stessa. Consapevolezza che uccide perché se mi guardo dentro io non riesco a vedere niente.
Esisto ma è come se non ci fossi.
Dicono che non è vero, che dovrei semplicemente aprire gli occhi, ritrovare un collegamento con la realtà. Dicono che sono testarda e non voglio credere. Dicono che dovrei aprirmi alle emozioni e lasciare fluire i pensieri.
Io ci provo. Mi esercito a pensare che sono una persona capace con le mie qualità, sebbene un momento prima abbia sorriso sarcasticamente a un complimento.
Sono la figlia di me stessa che va educata alla vita.
E in questo vortice di pensieri e sensazioni non poteva mancare il sintomo, il mio silenzioso alleato tornato in tutta la sua violenza. Non me ne faccio una colpa. Capisco che ora è lui il mio unico compagno di viaggio e quando avrò riportato ordine nel mio caos so che dovrà necessariamente abbandonarmi.
Io speriamo che me la cavo..
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| ::::: IL TEMPO CHE PASSA ::::: |
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