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me stessa il corazon i miei cani e quelli che verranno la primavera il profumo dei fiori Cuba e la mia famiglia che ogni anno mi aspetta... la ROMA!!!! |
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l'arroganza la violenza il caldo afoso le spiaggie affollate gli USA lo sfruttamento del lavoro il dumping sociale |
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::::: LA MIA SURREALE VITA ::::: |
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:: F R E E R I D I N G ::
:: F R E E R I D I N G ::
"Libertà è partecipazione" (G. Gaber) Ieri sera ho visto un documentario sull'Italia dal dopo guerra agli anni 80. Un'Italia energica e combattiva. Un'Italia che lottava. C'era povertà, soprusi, corruzioni ma anche tanta voglia di progredire, sia a livello economico, sia, e soprattutto, a livello sociale. Non esisteva lo Statuto dei Lavoratori (il datore di lavoro, il padrone, come veniva giustamente definito all'epoca, aveva pieno diritto di sfruttare i propri lavoratori che, all'occorrenza, venivano espulsi ingiustificatamente perchè tanto non esisteva alcuna garanzia), non c'era la legge sull'aborto (e quante donne morivano), né quella sul divorzio (era considerato reato abbandonare il tetto coniugale). Agli studenti e ai lavoratori non era permesso riunirsi in assemblea. All'epoca non bastava una preghiera per raccomandarsi a Dio, né la televisione con le sue inutili stelle e false informazioni, a sotterrare il marcio, a lobotomizzare i cervelli di un paese in cui già serpeggiava il malessere. E alle ingiustizie se ne aggiunsero di nuove. Le bombe, le stragi, morti ingiuste per le quali non trovarono mai un colpevole. Ma quelle stesse bombe erano frutto della ribellione, della resistenza ad un sistema deviato ed oppressore. L'Italia combatteva i suoi stessi mali. Poi non so cosa sia successo. Non so spiegare come gli italiani si siano lasciati sconfiggere. Gli anni '80 ci hanno illuso con la loro ricchezza facile, quella fatta di numeri scambiati su mercati inesistenti. Mi dicono che ci facevano vivere bene, anche se a costo della corruzione. E poi ci sono io e quelli della mia generazione. Gli sfigati. Quelli che stanno pagando i sogni infranti degli anni '70, gli inganni degli anni '80, l'arrivo di mamma Europa, le recessione. Ma le colpe non sono dei politicanti, dei riformisti, dei cardinali. La colpa è nostra, che assistiamo silenziosi allo scempio delle nostre vite e del nostro futuro. Dello Statuto dei lavoratori ne abbiamo fatto carta straccia. Non perchè non esista più (nonostante il fine ultimo sia questo) ma perchè abbiamo permesso che inventassero forme di lavoro a cui questo è inapplicabile. Ci pieghiamo quotidianamente all'uso indiscriminato della flessibilità, mobilità, dumping, mobbing. Paradossalmente, abbiamo fatto del precariato la nostra colonna portante. I sindacati, ammaliati dalla concertazione, perdono la voce. La generazione del silenzio. L'aborto è ormai un omicidio. Donne, preparatevi a cercare un avvocato. Ci hanno negato la possibilità di avere un figlio, sentenziando che solo la divina provvidenza può decidere per noi. Coloro che dovrebbero occuparsi delle nostre anime fanno i politici. E per loro non vale la par condicio. La televisione, da strumento di intrattenimento si è trasformata nel mezzo più efficace di controllo delle masse. Ci forma la mente. Ci offre stili di vita, modelli da imitare, ricette da preparare, consigli da seguire, acquisti da fare. Riunisce famiglie lontane, regala denaro, offre lavoro, diventa scuola, casa, isola. Alle bombe di ieri noi oggi rispondiamo con la coca, elisir di apparente felicità. Alla lotta preferiamo l'apparenza. Il poco al niente. Mi vergogno di me stessa e di quelli come me, bravi solo a stare dietro un monitor a scrivere stronzate.
:: F R E E R I D I N G ::
Ho un cane..o meglio, ne ho due ma uno è talmente piccolo che non è nemmeno definibile come tale (e infatti a casa lo chiamiamo il Nano). L'altro è un esemplare meticcio prodotto dall'incrocio tra un labrador ed un boxer tigrato. L'ha preso mia madre, impetosita dalla fine che i suoi padroni gli avevano riservato (il canile o direttamente la soppressione Povera bestiolina...era bruttino, magro (ai limiti del deperimento) e aveva un brutto vizio, quello di tenere la lingua perennemente fuori la bocca. Crescendo, oltre a raggiungere le dimensioni di un San Bernardo (sto esagerando ma considerando che ci era stato spergiurato che sarebbe rimasto piccolo...), abbiamo scoperto che quello non era un vizio ma una necessità. Infatti, al cucciolotto di casa non sono cresciuti i denti (e qeui pochi si sono cariati in pochissimo tempo e, quindi, tristemente caduti) e, tanto per aggiungere disgrazie alle disgrazie, causa denutrizione, una paresi lo obbliga a tenere la lingua di lato (e che lingua!!!). L'alimentazione non è mai stato un problema. Abbiamo sempre preso pappe molli e comunque sminuzziamo qualunque alimento (che sia pasta o carne). Ma ci siamo sempre domandati come si sarebbe potuto difendere dagli altri cani. Il cane in questione infatti, nonostante la recinzione, riesce a saltare più in alto di Sergey Bubka senza l'ausilio dell'asta, e così, al calar del sole, si guarda intorno, capisce che è l'ora dell'aperitivo ed esce. Seguendolo abbiamo visto che ha una comitiva di cani randagi e quando qualche volta decido di andarlo a riprendere, gli amici corrono dietro la macchina per un bel tratto, mentre lui con occhi tristi li guarda dal finestrino....aspetto solo il giorno in cui alzerà la zampa per salutarli (chiedendomi magari un fazzoletto da sventolare in loro saluto). Spesso si innamora, e allora manca per giorni, lasciando mia madre disperata e preoccupata, mentre tra me e mio padre scatta il Totoscommesse sulla possibile causa della sua assenza. Oggi ho trovato la soluzione allo strazio familiare. Devo solo aspettare il 2006. E' ARRIVATO IL PRIMO CELLULARE PER CANI!!!!!
Telefonata preoccupata di mia madre: M. "Pronto???Tommy???Dove sei????La cena è pronta!" T. "Bau!mamma, stasera non torno, resto fuori con gli amici, però se sei da sola e vuoi compagnia torno..." M. "Noooo, non ti preoccupare, divertiti pure...volevo solo essere tranquilla.E per la compagnia non fa niente, tanto resta a casa tua sorella Free" T. "Dovrebbe uscire un pò di più quella ragazza"
:: F R E E R I D I N G ::
Probabilmente questo sarà il mio ultimo post. Mi duole dirlo ma sarò giustiziata, qui, in ufficio. Ho commesso il più grave reato che un lavoratore possa commettere...ho inviato la bozza di un lavoro al grande capo, senza consultare colei che funge da interfaccia tra me e lui. Sono stata assente qualche giorno e ieri, tanto per non farci mancare niente, sciopero dei treni. Assenza dal lavoro: 8 lunghi giorni. Ieri chiamo, per avvertire dello sciopero e per aggiornare il capo sul mio lavoro...parla parla mi viene l'infelice idea di metterlo al corrente sui problemi che avevo riscontrato, sulla mancanza di materiale e decido (pazza!!!! di spedire per mail quella famosa bozza. Ho cercato il significato di bozza sul dizionario, perchè a un certo punto m'è venuto il dubbio che fossi io a non conoscere bene la mia lingua madre e ad usare impropriamente dei termini. Ecco il risultato: 1bòz|za A meno che la mia bozza non sia stata interpretata come bernoccolo o catena (le invio la prima catena?Le invio il primo bernoccolo....mmmmmhhhh..o forse si aspettava una pagnotta elettronica?) non capisco perchè, tempo mezzora, mi chiama la collega inferocita per chiedermi "delucidazioni" sull'infelice e inappropriato invio. Ovviamente, tanto per aggiungere una nuova casistica al precedente post, mai parlare chiaro e in maniera diretta...per cui, secondo una mia personalissima interpretazione, pare che abbia fatto una figuraccia tale che solo la pena di morte potrà salvarmi dal senso di colpa eterno. Stamattina, dopo aver salutato per l'ultima volta i miei cari, triste e sconsolata arrivo in ufficio, pronta per l'esemplare punizione e, con mia grande sorpresa, non c'era nessuno!!!!E io che credevo di trovare il plotone d'esecuzione in alta uniforme...ma forse è stata solo rimandata, forse questo giorno di completa solitudine (o m'avranno messo in isolamento??) è un regalo per poter riflettere sull'accaduto ed eventualmente autopunirmi, forse arriveranno più tardi, mi daranno la possibilità di scegliere il mio ultimo pasto e poi....forse è arrivata l'ora di dire basta al terrorismo psicologico e ai formalismi inutili che in un ufficio composto da 5 anime è piuttosto ridicolo. Mah |
| ::::: IL TEMPO CHE PASSA ::::: |
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