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:::::IO SONO::::: |
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me stessa il corazon i miei cani e quelli che verranno la primavera il profumo dei fiori Cuba e la mia famiglia che ogni anno mi aspetta... la ROMA!!!! |
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l'arroganza la violenza il caldo afoso le spiaggie affollate gli USA lo sfruttamento del lavoro il dumping sociale |
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"Late night in Zion", Matisyahu
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Questo blog purtroppo non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 |
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::::: LA MIA SURREALE VITA ::::: |
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:: F R E E R I D I N G ::
Miei cari, vi scrivo tra un boccone di riso, una maglietta da mettere in valigia e un urlo al telefono con mia madre di ritorno dalle vacanze. Sono in partenza. Destinazione: Istanbul e Cappadocia. Premetto che questi ultimi giorni sono stati piuttosto intensi, soprattutto a livello fisico. Nonostante vi fossero segnali evidenti dello stress mentale a cui mi sto sottoponendo da mesi, il mio amico corpo ha pensato bene di ricoprire il più caro amico viso di...VERRUCHE! A demoralizzarmi non è stata tanto la verruca di per sé, né il fatto che già avessi fatto una cura dai risultati scadenti ma che in compenso mi ha fatto gonfiare come un pallone aerostatico, tanto meno il viso che sembrava un campo di fragole di Acerra facendo credere alla signora Lilly che avessi la varicella. Ciò che mi ha veramente sconvolto è stato lo sguardo incredulo e sconsolato del dermatologo (tra l'altro noto primario) che, di fronte a tanta violenza virale, ha sentenziato "io non so che dirle, io non ho mai visto una recidiva così terribile dopo la cura. Le domando: ma per caso è stressata????". Stressata???? Io???? Certo che no! Dovrei essere stressata solo perchè al lavoro non c'è tempo per respirare, ho cambiato casa facendo trasformare coloro che un tempo erano i miei genitori nei guerriglieri della notte, o perchè sono mesi che il corazon è in nomination e io non mi decido a farlo uscire dalla casa???? No dottore, io sono tranquillissima. Cosa mi prescrive? Un integratore??? Ah, e io che speravo nel valium. C'era solo una speranza. Che quello sfogo fosse l'ultimo colpo di coda della mia croce personale che sono, appunto, le verruche. Beh signori, pare che sia andata proprio così. E' una settimana ormai che prendo questi miracolosi integratori e il mio viso sta tornando al suo originario colore rosato. Forse era valium. E così, per rilassarmi, me ne torno in Turchia, luogo ora privilegiato di terroristi vari. Tra l'altro credevo che l'ultimo attentato e il rapimento dei turisti tedeschi avessero disincentivato il turismo di massa invece no. Per trovare i biglietti abbiamo fatto i salti mortali...adeguandoci così alle buone maniere dei signori terroristi che spero apprezzino il gesto. Ad ogni modo, per trovare finalmente pace e trovare la risposta ai miei dubbi sentimentali spero che mi rapiscano in quel di Cappadocia. Leggevo infatti, dopo la liberazione della Betancourt , un'intervista al marito in cui tristemente confessava "la sento un po' freddina". Oh, vuoi vedere che un rapimento sia di aiuto anche a me??? Ho pensato che se proprio non volesse farlo nessuno, mi potrei sempre proporre come merce di scambio coi tedeschi. Poverini, loro avranno qualcuno che sta piangendo la loro assenza, io invece avrei un'ottima scusa per mancare da casa senza far inkazzare la regina madre. Infine, tanto per gradire e rafforzare questo stato di benessere che mi darà Istanbul, avrò il ciclo. O meglio, ho il ciclo. Che vuoi che sia quando il tuo unico desiderio era fare il bagno turco. E poi, cosa vuoi che siano 11 ore di pullman per raggiungere la Cappadocia...pensa tu, che fortuna, posso anche usare il pacchetto degli assorbenti come cuscino per il viaggio. Ma si, sarà proprio una vacanza rilassante.. OOOOHHHMMMMMM.....OOOOOHHHHMMMM....
:: F R E E R I D I N G ::
Hola miei carissimi lettori! Rieccomi a voi dopo la solita pausa sabatica che, manco a dirlo, è stata miseramente sfruttata per leccarmi le sanguinolenti ferite infertemi dalla mia dolcissima e affezionatissima famiglia. REGINA MADRE. E' lei la capofila del gruppo terroristico che si è autorganizzato da quell'infausto giorno in cui la sottoscritta decise di autoeliminarsi dalla casa paterna. Solitamente agisce autonomamente anche se a volte non disdegna l'aiuto della sua pseudo comprensiva sorella. il suo strumento privilegiato è, come già vi avevo accennato, il senso di colpa. In un primo momento ha provato anche a disconoscermi, vietandomi di chiamarla mamma ma poi, resasi conto che il vincolo di sangue non è acqua fresca, mi ha concesso di essere ancora considerata sua figlia (scelta reversibile a quanto pare...). Non potendo far più leva sui miei sentimenti di prole degenere, ha rivolto la sua attenzione alla casa che, con tanti ed inenarrabili sacrifici, stanno terminando per questa ingrata che sarei io. E così io mi immagino i miei poveri genitori che, maledetta me, avranno iniziato a lavorare anche di notte per poter arrotondare lo stipendio mentre io faccio la dolce vita nella Fontana di Trevi come Anita Ekberg (così, tanto per avvolorare la loro tesi sulla mia nuova esistenza a loro dire promiscua). Non paga del terrorismo psicologico quotidiano, ha rafforzato le sue doti da investigatrice poco privata, tentando un controllo serrato sui miei movimenti. In confronto, un detenuto di guantanamo può usufruire di una maggiore libertà. Ma io apprezzo queste sue qualità e viste le finanze familiari ormai ridotte a un pugno di spiccioli, ho pensato di mandare un suo CV a tutte le società di investigazione (ma solo perchè il KGB non esiste più altrimenti le avrebbero dato la tessera onoraria). MIO PADRE Mio padre, che all'inizio sembrava più comprensivo, è solamente più calmo rispetto alla sua gentil consorte. Non sono nel suo stile quelle telefonate fiume violente tipiche della Regina Madre o quei musi lunghi che, per risparmiare, potrebbero sempre utilizzare per tappezzarci la casa ma non lesina frecciate varie sulla mia ormai nota ingratitudine che, prima o poi, lo porteranno a donare tutti i beni di famiglia ai poveri. ME Non è indifferente, in questa tragicommedia che è diventata la mia vita, l'assorbimento pressochè totale del senso di colpa (da oggi chiamatemi pure Sponge Bob). Benchè mi abbia accompagnata per lunghi anni, credevo di essermene finalmente liberata. Invece no, era solo assopito ed ora è tornato più rinvigorito e rafforzato grazie agli ultimi accadimenti. Questa me rompicoglioni, quindi, preso il meglio dalla regina Madre e marito, non mi molla un istante ma io, nel bene e nel male, riuscirò a sopravvivere anche questa volta. Sperem
:: F R E E R I D I N G ::
Gentili lettori, è con enorme gaudio che vi annuncio che la qui presente Free sta per lasciare la casa paterna per condividere gioie e dolori della convivenza con una mia amica e due suoi amici. E' proprio delle gioie e dei dolori legati a questa sofferta decisione che vorrei parlarvi. Perchè qui, in casa mia, ognuno l'ha presa a modo suo e reagisce in maniera differente. I miei genitori. La regina madre, che tanto si vantava della sua mentalità così aperta e moderna, si è trasformata in un generale talebano. Dopo aver fatto leva sul senso di colpa anagrafico "dove vai ti sei fatta vecchia", sanguigno "avevi detto che ci avresti dato dei nipoti!", e affettivo "e il corazon???capirei se fossi single", ed esserne uscita sconfitta, ha iniziato una guerriglia casalinga fatta di malumori e rispostacce. Oggi, estremo gesto di stizza, ha sottratto alla dote le lenzuola per la nuova casa "perchè mia figlia non va a vivere con le lenzuola di scarto e visto che non ti sposi più adesso le usi così!". Mio padre, colui che più temevo, sembrerebbe il più comprensivo. Mi guarda con occhietto furbo che mi dice che tanto, tempo un mese, sarò nuovamente sotto il suo tetto. Ma come volevasi dimostrare, questa mia decisione ha notevolmente accelerato i tempi di costruzione di quella che sarebbe dovuta essere casa mia e del corazon. Se prima affermavo che i tempi erano lunghi perchè mio padre di notte usciva per distruggere il lavoro dei muratori, oggi posso con decisione affermare che continua a svegliarsi di notte ma per lavorare! Il corazon. A lui va bene tutto. Nonostante sia da mesi in nomination non molla mai e spera che facendo il mio bene possa assere salvato almeno dal pubblico. Ora vi lascio per terminare di preparare le cose da portare via. Vi aggiornerò al più presto. Un bacio virtuale a tutti! PS: nella nuova casa non avrò un pc. Per scrivere e leggere dovrò trovare un po' di tempo al lavoro...se prima aggiornavo con una certa lentezza, in futuro avrò tempi biblici....sarà il caso di acquistare un portatile???
:: F R E E R I D I N G ::
Salve a tutti! Ne avrei di cose da raccontare per spiegare questo lunghissimo periodo di assenza. Ma l’unico evento che merita veramente menzione è l’arrivo della mia dolcissima famiglia cubana che è stata mia ospite per una troppo breve vacanza. In questi ultimi giorni, invece, sono stata impegnata per un altro evento importante, ossia, il matrimonio, e relativo addio al nubilato, di una delle mie amiche. Quando una di noi convola a felici nozze, è nostra abitudine, in segno di buon auspicio, regalare abbigliamento intimo. Nel tempo abbiamo comprato setosi baby doll, camicie da notte, microscopici perizomi. Questa volta però si sposa l’amica già convivente, quella che, come dice un’altra di noi, “non è mica di prima pelo”. E allora tentiamo l’acquisto veramente ardito e corriamo verso il più audace dei negozi: il sexy shop. Primo problema: dove andiamo? Cercare su internet in ufficio non mi sembrava proprio il caso e così ho iniziato a chiedere in giro. Nessuno apparentemente ne sapeva nulla, tranne uno, al quale credo di aver causato una sonora discussione casalinga. Costui è il marito della collega fescion che interpellato in quanto, a suo dire, collega di noto depravato ha, con enorme stupore della moglie, ingenuamente elencato una serie di sexy shop sparsi per la capitale. Grazie ai preziosi consigli della quasi ex famiglia fescion, l’indomani siamo andate a fare lo storico acquisto. Nessuna di noi era mai entrata in un sexy shop tranne me, anche se, è come se non ci fossi mai andata. Ero in vacanza in Olanda e i miei amici erano fermamente convinti che non si può andare nel paese del sesso e non fare visita a uno dei loro musei. Per souvenir comprammo una bottiglietta di Popper a cui addebito il vuoto di memoria che mi ha fatto dimenticare anche quella visita. Ricordo solo una bionda bambola di gomma a grandezza naturale che ci guardava con gli occhioni e la bocca spalancata. Contrariamente a quanto credessi, il sexy shop non è fornito solo di materiale Hard, ma anche si articoli, come appunto alcuna biancheria intima, che è solo molto sexy. Per il resto, c’è veramente di tutto. Spray ritardanti, emollienti, lubrificanti, alla frutta o al cioccolato, calze di seta, a rete larga, a rete stretta, coi buchi strategici, autoreggenti. Ciò che mi ha lasciata veramente perplessa è l’attrezzistica varia che va dalla serie di kit per il fai da te, all’allungatore di augelli. Per non parlare poi dei costumini per i giochi di ruolo…c’è quello da poliziotta, pompiera (che forse è quello più in voga), cow girl, gattina, infermiera della croce rossa. Ci siamo immaginate anche la scena di lei e lui in scena. “Amore cos’hai? Sei pallido, ti senti male? Aspetta che ti misuro la pressione”. E gli piazza l’allungatore. Ma l’oggetto veramente esilarante è stato il perizoma da uomo. Già, secondo me, un uomo in perizoma, col sederotto peloso in mostra, non è un gran vedere, se per eccitare una donna ricorriamo ad una sorta di peluche a forma di elefante la cui proboscide dovrebbe accogliere il di lui gioiello, è veramente finita!!! E allora capisco perché poi le donne si rivolgono al settore oggettistica del sexy shop. Lì sei tu a sceglierti un bel pezzo di gomma delle dimensioni e del colore che vuoi, senza il bisogno di dover sopportare l’oggetto del piacere mascherato da ottavo nano. Resto solo perplessa sull’uso degli stimolatori di capezzoli…a meno che non si sia sprovvisti di mani, ci si potrebbe facilmente provvedere da soli. Per le donne più esigenti c’è anche il kit del fai da te, corredato di vibratori di dimensioni diverse, oli lubrificanti, elettrostimolatore per capezzoli (che secondo me può essere riciclato anche sull’interno coscia), e una mano. Ecco, la mano ci ha lasciate dubbiose, tanto sull’uso, quanto (e soprattutto) sull’effetto. Preferiamo che resti un mistero. Con rammarico ho scoperto che la bambolona bionda è ormai sorpassata ed è bene che resti un romantico ricordo. Oggi la bambola te la puoi comprare a pezzi scegliendo quello che più ti aggrada…oggi una tetta, domani una chiappa…che strani gusti che hanno gli uomini…mi viene il sospetto che, per renderla più veritiera, abbiano inventato la bambola parlante... Mi hanno invece incuriosito delle palline legate da un filo e la curiosità è stata talmente tanta che alla fine ho dovuto chiedere delucidazioni alla proprietaria con le labbra a canotto. Mi ha spiegato che quelle palline servono a fare una sorta di ginnastica pelvica. L’uso prolungato non solo garantisce migliori prestazioni ma dona anche una piacevole sensazione di benessere diffuso. Di comodo utilizzo (vanno indossate con un tampax) possono essere usate anche tutto il giorno senza alcun problema. Non so.. immagino uno starnuto o un colpo di tosse più forte in ufficio e le palline che schizzano via come un missile… Alla fine abbiamo acquistato PS: Domani un altro anno si aggiunge alla mia vita. Dovrei farmi un regalo...eppure quelle palline anti stress…
:: F R E E R I D I N G ::
Hola a todos! Sono tornata da lungo tempo ormai dalla Spagna, e avrei dovuto aggiornarvi, ma è stato (è...cazzarola!) un periodo piuttosto alienante per cui scrivere è stato l'ultimo dei miei pensieri. Ma veniamo al mio viaggio per Barcellona, luogo di dolci e romantici ricordi di gioventù. Nonostante l'intento principale fosse andare a trovare la mia famigliola cubana, colpita da non so quale raptus compulsivo, ho messo mano al mio bancomat e l'ho ripetutatemente violentato contro un'avida macchinetta elettronica. Ho iniziato a comprare all'aeroporto di Roma. Ho visto in un negozio una marca che da tempo mi incuriosiva, sono entrata e, noncurante del volo ormai prossimo, ho iniziato a provare di tutto. Tra l'altro, essendoci un solo camerino, ovviamente occupato, mi sono spogliata, coperta dal corazon, nel reparto uomini certa che solo le donne possono passare il tempo in aeroporto misurando abiti. Sono ucita con due maglie, BELLISSIME di questo CUSTO BARCELONA e 100 € in meno. Prezzo onesto direi. Soprattutto visti i prezzi di CUSTO a Barcellona...per carità...abiti di custo ma decisamente esosi!!!! Questi prezzi li ha visti anche il corazon e un brivido gli ha percorso la schiena dato che, a Roma, mi invitava a NON comprare...perchè ti pare che a Bercellona non troviamo decine di negozi Custo???!!!! E poi ho comprato un cappotto, e le tanto sospirate scarpe!!!!!!!!!!!! Tra l’altro le ho trovate al ritorno in aeroporto, di Barcellona però. Ho pensato che il prossimo anno, invece di prendere fregature in pseudo saldi a Roma, comprerò un biglietto low cost a 9.99€ e andrò a fare acquisti folli nei duty free. Raptus a parte, ciò che mi ha veramente sbalordito di Barcellona sono i trasporti pubblici. Per arrivare in città dall’aeroporto c'è un autobus. Tu pensi alla Roma-Fiumicino e al Raccordo poi e dici "Seeeeeee...non c'è un treno??Un taxi???". Il treno non c'è e il taxi è diventato caro e ti avvii sconsolato verso la fermata degli autobus. Vedi una fila lunghissima e vorresti tornare a casa. Invece, nemmeno il tempo di una sigaretta, e ti trovi davanti un autobus di ultima generazione, comodo e spazioso. Eravamo quasi entrati quando all'improvviso l'autista ha chiuso le porte ed è partito. Io mi sarei gettata sotto le ruote per bloccarlo perchè, cazzarola, non puoi partire quando c'è ancora posto nel corridoio e sugli scalini!!! E mentre pensavo con orgoglio al 40 e alla magnanimità degli autisti che ci accolgono fin quasi sul loro grembo, eccoti un altro autobus. C'è una partenza ogni 5 minuti!!!!! Gli autobus viaggiano praticamente vuoti, il biglietto lo paghi al conducente e tutti i passeggeri sono allegri e soddisfatti per questi 4 € veramente ben spesi. Tempo di percorrenza del tragitto aeroporto/centro: 30/40 minuti Al ritorno, invece, per andare alla stazione Termini devi prendere il Leonardo, sempre che non ti parta davanti (e il successivo c’è mezzora dopo), dopo aver perso ben 15 minuti per cercare di fare un biglietto nell’unica biglietteria che vende indistintamente biglietti per l’Eurostar ed interregionali. Sali sul treno accaldata e trovi una massa di gente e bagagli che non ti permette nemmeno di andarti a cercare un posto. E quando lo trovi, dopo una faticosa ricerca che manco a Giochi senza Frontiere, temi il tetano dal cestino al tuo fianco o uno staffilococco dalla cartaccia incastrata tra il tuo sedile e quello del tuo vicino che, poverino, già siede su una caramella appiccicata sul suo sedile. E per questo viaggio da gran signori Trenitalia ha il coraggio di chiedere ben 11 €…ma infondo in un’ora sei alla stazione Termini! Non parliamo poi della metropolitana che passa ogni 3 minuti, conta di un’infinità di linee (e con questo intendo un numero di linee superiore a due) e che il sabato non chiude mai! Qui la domenica è un bollettino di guerra…incidenti, morti, pirati della strada…a Barcellona gli unici caduti che puoi contare sono i bicchieri che i baldi giovani catalani lasciano in ogni dove per i vagoni della metro! Dei miei viaggi passati a Barcellona avevo rimosso anche le condizioni degli hostal. Grazie alla mia solita fortuna, ho scelto di andare a Barcellona durante la fiera internazionale della telefonia mobile e trovare un albergo libero è stata un’impresa titanica. Le prime due notti le ho trascorse in un hotel che a livello macro si trovava in periferia, a livello micro in un centro commerciale…il cappotto l’ho potuto acquistare grazie proprio a questa posizione strategica. L’ultima notte, invece, mi sono dovuta trasferire in un hostal del centro. Numero delle stanze:6. Stanze dotate di bagno: 1. Bagni nel corridoio: 1. La mia stanza aveva il bagno? Certo che no, anche se era corredata di un antichissimo lavandino parzialmente otturato. Ma la vera chicca di quella notte, oltre al ragazzotto in boxer che usciva assonnato dal bagno, è stata la vista panoramica su una bellissima parete in forati. La mia unica finestra non era altro che una sorta di quadro appesa lì a fare arredamento perché dietro quegli scuri…un’intercapedine!!! Per non parlare poi del cuscino, unico, lungo un metro e altro A Barcellona, più che ai monumenti, ho pensato alla mia famigliola. L’aneddoto più carino riguarda Placido, il mio papà, a cui abbiamo regalato una bottiglia di grappa. Lui pensava che fosse rum, a cui è decisamente abituato, e in un sol colpo ha buttato giù un paio di bicchieri. Dopo mezzora era praticamente in coma alcolico. Il giorno seguente, quando gli chiedevamo della grappa, lui ci ripeteva sempre “Està fuerte la grampa!”. Come al solito mi sono dilungata troppo...ma non sarebbe meglio aggiornare con maggior frequenza??? Ah…brutta razza le seghe mentali! Besos a todos!
:: F R E E R I D I N G ::
Scusate l’assenza miei cari, ma negli ultimi tempi in casa Free non si sta così bene. Il Corazon è stato nominato e forse uscirà dalla casa. L’amore eterno non sembra proprio essere scritto nel mio destino. Io, per essere al passo coi tempi, vivo l’amore precario. A tempo determinato. Scadenza media del contratto: 5 anni. Mah. Quasi quasi mi compro un eremo e mi ritiro a vita privata. Ma forse nemmeno servirà visto che probabilmente sarò costretta alla dura vita delle patrie galere. Dovete sapere infatti che, in una fredda mattina di febbraio, sul treno che tutte le mattina la portava al lavoro, Free si intrattenne in un’accesa discussione politica sui tristi fatti del G8. Stanca delle solite affermazioni qualunquiste e parziali, osò definire la di lei interlocutrice fascista. L’interlocutrice, l’indomani, ancora ardente di rabbia per l’offesa ricevuta, dichiarò che, a seguito dei colloqui intercorsi coi colleghi, aveva pensato all’eventualità di una denuncia. Forse desisterà dall’infausto gesto grazie all’intervento degli altri compagni di viaggio che, sorpresi da tanta rigidità, mi hanno testimoniato la loro solidarietà. Per le sigarette e le arance non c’è problema. Ho chiesto, e vi provvederanno i miei amici. Con voi invece potrei intrattenere lunghi rapporti epistolari. E se Dito mi porta un mazzo di carte francesi, potrei insegnare il Burraco alle mie compagne di cella, nonché organizzare campionati. Mentre aspetto di essere chiamata dalla questura vado a Barcellona per qualche giorno. Visti i miei problemi giudiziari è bene che mi abitui all’idea della latitanza.
:: F R E E R I D I N G ::
Ieri, approfittando dei saldi, sono uscita alla ricerca di un paio di scarpe. Non le cercavo necessariamente economiche. Volevo solo qualcosa di comodo e possibilmente non di cartone compresso come quelle di fattura cinese. Sono di gusti difficili io. Non seguo le mode e se non fosse per i miei 32 anni continuerei ad indossare le mie affezionatissime Dr. Martins (ancora integre dopo 10 anni di uso/abuso). Dopo un paio d’ore di estenuante ricerca non le ho trovate e sconsolata sono tornata a casa. Ho dedotto però che: Ma potevo tornare a casa a mani vuote??Certo che no. Ho ripiegato su un paio di jeans. Bellissimi, infatti, guarda tu il caso, non erano in saldo. Come per gli stivali, si è riproposto il problema della mezza misura che non esiste. Nella vecchia taglia ci sto comoda, forse un po’ troppo visto che li potevo togliere senza slacciarli. Nella nuova ci sto compressa. Chiedi alla commessa se esiste una taglia una taglia intermedia e lei, dopo una risata beffarda, si trasforma nel diavolo tentatore. Commessa (avvolta in una nuvola di zolfo): ma le taglie intermedie non esistono!Non sono mai esistite! Guarda i miei pantaloni, guarda come sono lenti…eppure, appena acquistati, quando mi sedevo li dovevo slacciare. Free: ma io mi sento soffocare! Commessa: Naaaaaaaaaaa, finchè riesci a chiuderli… Free: Si chiuderanno pure ma io non riesco a respirare! Commessa: Fidati di me. Questo è il mio mestiere, sono anni che vendo pantaloni e ti assicuro, giurin giurello, che mi ringrazierai. E’ risaputo, i tessuti cedono. Free: ma io nel frattempo potrei essere già morta… Commessa: fai come vuoi. Se vuoi prendere questi comodi che poi diventeranno inevitabilmente grandi e ti faranno apparire più simile a un sacco di patate che a una donna… Free: ok, mi hai convinta. Commessa: Brava! Ma mi raccomando, fai come con le scarpe. Prima di uscirci, indossali qualche giorno per casa. Io l’ho presa in parola, infatti, mentre scrivo questo post, indosso questa sorta di guaina e devo ammettere che i suoi benefici ce l’ha: Ho pensato anche che se inserissi qualche elettrodo mi potrei costruire in mio Tesmed casalingo. Dopo il grandioso acquisto la mia attenzione è stata rapita da un vestitino nero niente male. Ero indecisa se comprarlo o no visto che, da un’attenta analisi, l’effetto finale era un incrocio tra una vedova nera e il rag. Filini. Lo guardavo, lo commentavo, lo riguardavo e lo ricommentavo. Mi giro per la domanda fatidica “Corazon, che dici? Lo prendo?”. Ma il corazon non c’era. Era uscito dal negozio senza dirmi nulla. In sua vece c’era un ragazzo che mi guardava allibito dopo aver assistito al mio monologo con la stampella. Quasi quasi metto in saldo anche lui.
:: F R E E R I D I N G ::
Visto che manca meno di un giorno alla ufficiale conclusione di queste noiose feste, con immensa soddisfazione vi racconto del mio capodanno. Stanchi delle continue discussioni del gruppo di amici ormai allo sfascio, io e il corazon abbiamo deciso di passare il capodanno fuori, nella nostra Saturnia, nota località termale che tanto ci è cara. In questa occasione però si è stranamente aggregata la coppia con la quale condividiamo le efferate partite di Burraco e che difficilmente esce dalla propria tana. Questa compagnia, sebbene collaudata da tempo, un po’ ci preoccupava. Sarà che ancora viviamo divisi e approfittiamo di queste occasioni per dare libero sfogo all’istinto animale, sarà che andiamo sempre perfettamente d’accordo sull’organizzazione quotidiana della vacanza, la presenza degli amici, tra l’altro conviventi da tempo, ci ha fatto partire dubbiosi, soprattutto sull’improbabile possibilità di esercizio della libertà di scelta. Infatti… Arrivo a Saturnia ore 14:30 Sistemazione in agriturismo con contestuale e provvidenziale aperitivo a base di crostata e caffè. Corazon: andiamo a vedere le camere, così lasciamo i bagagli, ci sistemiamo.. Coppia: Ok Ore 15:00 Toc toc Corazon (già indecentemente avvinghiato alla sottoscritta): chi è????? (domanda retorica) Coppia: Noi!!!!Dai usciamo!Facciamo qualcosa!Giochiamo! Silenzio Toc toc toc toc toc toc toc toc Corazon: ok Prima di aprire, mentre ci ricomponevamo, ci siamo guardati tristemente negli occhi e ci siamo detti “è finita”. E così dopo essere stati violentemente cacciati dalla nostra alcova, siamo stati trascinati (a piedi, tra l’altro) nel paese più vicino a comprare i panini, in cui oltre all’utile, abbiamo avuto anche l’onore del dilettevole, ossia, una infinita conversazione con un vecchietto del luogo che non finiva più di raccontare la storia del suo paese. Per carità, all’inizio è stato molto piacevole ed edificante, ma quando ci siamo accorti che quel vecchietto dimenticava le cose appena raccontate e ricominciava daccapo, era troppo tardi per fuggire. Alla fine, ormai quasi all’imbrunire, abbiamo inventato una scusa per allontanarci e, dopo esserci abilmente nascosti, siamo riusciti a seminarlo (ci è preso un colpo quando lo abbiamo incontrato nuovamente lungo la strada del ritorno ma, complice il buio ormai prossimo, si è congedato per primo). All’arrivo in agriturismo che fai??? Che non te la fai una partitina a burraco???? Certo che te la fai, che mica puoi aspettare perché come dice il detto mai rimandare a domani quello che puoi fare oggi. Finalmente alle 19:30 la coppia convivente ci dice “Andiamo a fare la doccia”. Noi, dopo un primo momento di incredulità, già pregustavamo cose turche in quella doccia col seggiolino, unico lusso di quella stanza sfigata col bagno per i diversamente abili. Apro piccola parentesi. E’ sacrosanto che i diversamente abili possano usufruire di stanza con bagni speciali ma io dico, perché non sono riservate solo a loro???? Perchè ci dovete mandare me che, alta una banana e una ciliegia, quasi non arrivo a toccare terra quando sono seduta sul water??? Chiusa parentesi. Apro la valigia per prendere i saponi e scopro che, meraviglia delle meraviglie, avevo dimenticato le ciabatte!!! Puoi stare alle terme senza le ciabatte???No che non ci puoi stare. E allora corri, col corazon in versione pilota di rally, a cercare un paio di infradito in pieno inverno in quei paesi sperduti della maremma. Le ho trovate (strano colpo di fortuna, di buon auspicio per il 2008) e dopo una veloce doccia siamo andati all’appuntamento. Apro ulteriore parentesi. Va bene che quando si è in compagnia è necessario darsi degli appuntamenti perché altrimenti sarebbe anarchia ma, che senso ha darseli per la colazione?????Almeno quella la potrò fare quando dico io?? Coi miei tempi?? Perché non dirsi ci vediamo alle 11 anziché ci vediamo per la colazione alle 10:30 così alle 11 siamo fuori???? Chiusa parentesi. Toc toc Silenzio Toc toc Coppia: Chi è???? (domanda retorica) Corazon: Noi. E’ ora di andare. Coppia:ah si!Dateci 10 minuti. La coppia convivente, in evidente ritardo, aveva trascorso il tempo facendo quello che avremmo voluto fare anche noi dal nostro arrivo. Ma non è andata sempre così. Alla fine ci siamo organizzati e nel rispetto dei tempi da dedicare agli amici, al divertimento e al sonno, ci siamo ricavati uno spazio quotidiano tra le 2:00 e le 4:00 del mattino. E quando, dolorante per una passeggiata a cavallo, ho risposto ad una chiamata della regina madre con un “sono distrutta, ho cavalcato troppo” ho temuto di essere fraintesa. Ecco, questa del cavallo è stata l’esperienza più bella di questi pochi giorni di vacanza. E’ stato meraviglioso vedere luoghi altrimenti inaccessibili, panorami mozzafiato, riscaldarsi le mani sul corpo caldo e sudato del cavallo. Non è stato bello sperimentare sulla propria pelle (ma soprattutto sulle proprie natiche) che: A tutto ciò va associata anche la guida che, forte dell’esperienza e del ruolo che ricopriva, ti spronava a seguire i suoi consigli gridandoti “Alza quel culo!Cristo!”. Siamo scesi da cavallo dopo quasi due ore, col sedere dolorante, la schiena a pezzi e le mani con un principio di congelamento mentre la guida ci sbeffeggiava allegramente coi suoi “Suvvia ragazzi. Domani sarà peggio!”. Aveva ragione. La prossima Voltaren ci vado allenata. PS: Buon
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Resoconto delle feste. Come da profezia, catastrofe. Gli zii, i cugini, moglie di cugino e, new entry, fidanzato di cugina sono giunti, a scaglioni, alle ore 17 del 24 e se non sono andati alle ore 1:00 del 27. Merita menzione la scorta di cellulari. Immancabile, quest'anno è stata accompagnata da n. 2 di elicotteri elettrici volanti che hanno fatto venire l'esaurimento nervoso al mio cane. Non potendo sostenere psicologicamente anche i preparativi della grande abbuffata, mi sono abilmente offerta di lavorare il 24. Se avessi potuto avrei fatto anche un po' di straordinario ma essendo sola, e col vuoto cosmico intorno, ho deciso di tornare a casa presto.Al ritorno mi aspettava la regina madre stressata e già mediamente inkazzata con mia cugina che, contravvenendo alle Regole delle Feste, aveva deciso di passare il natale a casa del nuovissimo fidanzato. Al suo "mi sei veramente mancata. C'erano un sacco di giri da fare e se ci fossi stata ne avresti fatti un po' tu" ho pensato "evvai!l'ho fatta franca!". Mi sbagliavo. Nel pomeriggio, prossima ad uscire per consegnare regalini, il triste presagio trova conferma. Regina Madre: dove vai????!!! Free: esco Regina Madre: torna subito Free: e perchè???? Regina Madre: Mi potresti servire Ecco, lì ho capito che io, a Natale, ho la reperibilità. Come un medico. Mi domando come non abbia ancora pensato di regalarmi un cerca persone. C'è stato un ulteriore grande accadimento durante queste gioiose feste. I miei cugini, con la rispettiva moglie e fidanzato (nonchè parte dei cellulari presenti), si sono dati alla fuga lentamente, uno alla volta... Ha iniziato mio cugino con sua moglie, il pomeriggio del 25. Cugino: Zia vado a casa dei suoceri. Ci vediamo domani! Non tornò più, né telefonò. Mia cugina ha seguito le orme del fratello. Se n'è andata nel pomeriggio per andare a conoscere per la prima volta i futuri suoceri, e non è tornata mai più. Pare che tanta emozione l'abbia proprio agitata così, per riprendersi, ha dovuto dormire tutto il 26. Raccontavo delle mie fughe quando invece ho dovuto assistere inerme a quelle altrui. Andarmene mi dispiaceva comunque, visto che a casa, a morire d'inedia, sarebbe rimasto il mio cuginetto diciottenne non patentato e così sono rimasta a casa. "Io, mammt (mi scusino i napoletani) e tu", citando il superstite cugino. Non è andata poi così male. Abbiamo giocato un po' a carte (lui ha stravinto), gli abbiamo fatto fare la sua seconda guida (la panda di papà ringrazia) e preso i suoi innumerevoli caffè per provare la mokona. Per ultimo, ma non per importanza, merita attenzione il regalo del corazon: Peccato che io gli avessi regalato una maglietta. Non c'è niente di male a farlo. Ma quando si compra, tanto per scherzare, questa nel ricevere l'Anello, qualcosa di male lo si inizia ad intravedere. Corazon l'ha presa ridendo. Il problema è stato presentare pubblicamente i miei regali davanti a tutta la famiglia. La mia, ma soprattutto, la sua. La suocera non conoscendo l'inglese non ha capito la parola Game Over, per cui ha piacevolmente apprezzato l'idea della maglietta con gli sposi, interpretandolo quasi come un augurio. La sorella e suo marito non hanno commentato. E non mi fa ben pensare. Effettivamente è stato incredibile come, senza dirci nulla, siamo riusciti a dare un senso perfettamente opposto ai nostri regali. Io, sicura del precedente accordo "regaliamoci una stupidaggine", l'avrò eccessivamente buttata sullo scherzo, ma dopo la decisione della convivenza mi sembrava simpatica...(no eh????simpatica come una colonscopia lessi una volta su un blog). Lui invece ha pensato bene di cimentarsi nella sorpresa da manuale regalandomi un diamante per sempre dal profondo significato. Eppure io questo anello me lo dovevo aspettare, visto che l'anno scorso anch'io gliene avevo regalato uno.. Non è proprio la stessa cosa, penserete. Vi rispondo con una domanda. TANTI AUGURI DI EMOZIONANTI VIBRATIONS A TUTTI!
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E' arrivato Natale. Che palle. Come scritto in un commento in casa Lady, io odio il Natale. Odio dover andare in giro alla spasmodica ricerca del regalo perfetto, ossia, quello utile, carino, economico e che possibilmente riesca ad incontrare i gusti del destinatario. Sappiamo benissimo che è impossibile trovarlo, eppure, prima di gettare definitivamente la spugna, dedichi almeno un paio di giornate all'impresa impossibile. Quei due giorni, guarda un po' il caso, sono quelli prediletti di centinaia di persone che, in barba alle consolidate regole auree della partenza intelligente, si riversano sulle strade, tutte nello stesso momento, tutti alla ricerca della stessa cosa. Odio dover stare a casa e assistere impotente all'invasione barbarica del parentado vario. E come ogni anno, mia zia arriverà in ritardo, mia madre nel frattempo si sarà già inkazzata e allora mio padre, lungimirante, arriverà in ritardo sapendo dell'umore della gentil consorte incrementandone decisamente il livello di rabbia. Arriveranno gli zii e i cugini ma soprattutto i loro cellulari. Praticamente ci saranno più antenne in casa mia che alla centrale operativa della Telecom. Dopo cena, puntatina a casa del corazon. Scambio dei regali con la di lui famiglia, tentativo della bambina di giocare a uno, cedimento collettivo. Dopo un paio d'ore, fugone verso il più soddisfacente burraco d'ordinanza. Il giorno seguente più o meno la stessa solfa, con la differenza che la mia fuga sarà preceduta da quella di mio padre che, in coma da noia e trigliceridi, cederà alla tentazione della partita a carte con gli amici. Ciò significherà restare in casa a far compagnia ai cugini e agli zii per non causare un rigurgito di ire della regina madre. Poi farò leva sulla sua sensibilità di suocera convincendola che la mia mancata visita alla casa del corazon potrebbe essere interpretata come una mia imperdonabile mancanza di educazione verso la sua famiglia. Solo allora sarò autorizzata ad abbandonare il focolare ma ritorno obbligatorio per cena. A dirla così sembra il resoconto di una normale e tranquilla giornata in una casa circondariale. Effettivamente è così. Il racconto della giornata del 26 è inutile che ve lo faccia. Basta copiare e incollare quanto sopra detto. Alle ore 23 circa il parentado leverà definitivamente le tende fino alla prossima festa comandata. Le loro onde elettromagnetiche probabilmente resteranno per almeno un'altra settimana. Io odio il natale. |